Visualizzazione di 1-12 di 50 risultati
-
15,00 €Paesaggio di fronte – Daniele Orso
Vegliamo di sera, vegliamo al mattino. Da piccoli segni, ai nostri occhi indizi, cerchiamo di prevedere le nostre vicende. Consultiamo oroscopi, compulsiamo annali. Vorremmo sapere se e come dobbiamo morire. I singoli così come la specie. Alla sera si esce a passeggiare, stando ben attenti, sui marciapiedi meno illuminati, a evitare ogni ombra o sagoma, potendo ogni ombra o sagoma celare una deiezione animale, una cacca di cane.
-
IN OFFERTA!

Ricordarsi di lei – di Luciano Cecchinel
[…]
E ora penso che sentivi
tutto di te, di quell’oscuro,
che presto così accesa
avresti dovuto – e con tanto
inutile aloe – spirare.15,00 €13,50 € -
12,00 €La felicità va di fretta. Figuranti da marciapiedi
Sì, siamo gente da marciapiede,
nati per accidente:
una foglia o un fiore caduti,
una macchia d’acqua,
un rifiuto gettato là,
un fazzoletto, uno scontrino…
o, come nel mio caso,
la carta di una caramella.
-
10,00 €Fiato
Fiato
Adesso non c’è luogo dove andare,
non c’è ragione per rimanere:
il tuo fiato
si fa il ghiaccio
su cui cado.
Ho stretto i pugni per trattenere odori,
ho chiuso gli occhi ai frammenti di sonno:
ma è sempre al freddo
del tuo fiato
che io cado.
Ritorni come spugna rilasciata
sputi i semi lontano e stringi i polsi:
il ghiaccio dove cado
è soffiato
dal tuo fiato.
-
12,00 €Il latte dello Stato
Mosiewicz costruisce un universo linguistico in cui convivono tecnicismi economici, mitologie civili, scenari post-apocalittici, parabole morali e improvvisi lampi di intimità. È un mondo in cui il desiderio di comprensione diviene gesto lirico, e in cui la poesia si misura con gli strumenti – spesso opachi, talvolta implacabili – dello Stato, della tecnica, del mercato. Il “latte” del titolo, insieme nutrimento e veleno, origine e potere, assurge a metafora della condizione contemporanea: ciò che ci forma è anche ciò che ci espone, ciò che ci sostiene è ciò che ci vincola.
Opera di rigorosa costruzione ritmica e di notevole ambizione teorica, Il latte dello Stato propone una poesia che non rifugge il mondo ma lo assume nella sua complessità, osservando l’epica diffusa del presente e reinventandone i codici. Nel frammento, Mosiewicz rintraccia non la dispersione ma la possibilità di una nuova visione.
Edoardo Mosiewicz (Milano, 1994) ha studiato filologia latina medievale, pubblicando le sue ricerche su E Codicibus e Filologia mediolatina (SISMEL). È autore del libro di poesia La somma dei sensi (Italic Pequod, 2019) e suoi testi sono apparsi su Poesia (Crocetti, 2024) e Inverso. Attualmente gestisce un’azienda agricola.
-
IN OFFERTA!

Testamento
La raccolta attraversa il linguaggio della città, il ritmo delle metropolitane e delle autostrade, l’eco della musica e delle arti visive (Basquiat, Joyce, Campo), fino a trasformarsi in un archivio intimo e collettivo, in cui l’io si dissolve nell’eredità di chi resta e nel dialogo con i morti. L’ultimo testamento diventa così un testo continuamente aperto, provvisorio, destinato a essere trovato, tradito, riscritto.
Opera radicale, Testamento, capace di fondere tradizione e sperimentazione, lirismo e documento, autobiografia e critica culturale. È un libro che chiede di essere letto come atto di resistenza e di affidamento: un’eredità che non smette di interrogare chi la riceve.
Adele Bardazzi (Firenze, 1991) vive a Utrecht, dove insegna Letteratura italiana e comparata all’Università. Ha pubblicato la raccolta I nomi di Emanuele (Arcipelago Itaca, 2023). Suoi testi sono apparsi in riviste e antologie («Nuovi Argomenti», «Formavera», «Inverso», St Anne’s Review, Poeti nati negli anni ’80 e ’90 a cura di Giulia Martini, Sesto repertorio di poesia italiana contemporanea). Ha tradotto OBIT di Victoria Chang (Interno Poesia, 2024) e alcune poesie di Cristina Campo (The High Window, 2021).
12,00 €11,00 € -
12,00 €Ricreazioni. Poesie visive e volanti
Poi a morsi lente e spente
le luci del sipario
grilli mirtilli e menta
formiche del rosario
a luna di candela
a battito di ali
attesero la cena…Solo due foglie morte
furono puntuali. -
12,00 €Cosmi minimi
Eccolo il mondo:
il sole, un limone,
una mela.
E questo sguardo
che s’affaccia all’orlo
delle parole dove queste
sprofondano minime
e silenziose in abissi
di bacche di luce.
La gioia perfetta
dell’attimo su quel bordo.
E, al suo cessare,
il cessare d’un cosmo(tratto dal brano Niente II)
-
17,00 €Finestre
Mancano una decina di minuti alle 9 quando l’autombulanza che trasporta mia madre arriva in via Stazione, perfettamente in orario rispetto all’ora programmata.
Puntuale, verso le 11, è anche la visita di un’infermiera del distretto. Ci spiega come gestire il catetere. In RSA non hanno più tentato di rimuoverlo. Lei è più ottimista.
-
15,00 €Non la fine, né il fine
Per lontani, lontanissimi, giri,
il tempo parla con parole remote,
di stagione in stagione, nei richiami alti dei migratori,
nelle foglie tremanti,
nei fiumi che hanno sillabe montuose,
nel mare che le ha verdi, azzurre, bianche
e tutto torna, come sa tornare,
tutto dilegua, come deve fare,
sperperarsi e serbarsi,
di passione in passione, nella sua nostalgia,
nel caso che trasceglie
o che, forse, è l’amore inconoscibile,
immenso che determina e riunisce il dolore alla gioia,
la meraviglia al dubbio, con oscuri portenti:
la rondine tornata sempre al solito nido,
la magia della brina,
i nomi sulla fede d’oro persa che il mare custodiva
perché qualcuno la ritrovasse
e ritrovasse l’emozione, il pianto. -
13,00 €Catechesi dell’abbandono
Ho ritrovato tutte le donne dell’evangelista
La straniera emarginata
La prostituta additata
La vedova povera e invisibile
L’ammalata senza speranza di guarigione
In questo nostro mondo antropofago e delirante
Spietato con le minoranze dello sguardo misericordioso
Un fine settimana d’inizio agosto -
12,00 €I Naufraganti
Una decade è un lasso di tempo insignificante nella storia umana. Allo stesso tempo è una fetta importante della vita dei singoli. E nell’epoca in cui viviamo, si costella di cambiamenti prima inimmaginabili. Tutto muta rapido, vorticoso, “usa e getta”. All’inizio del nuovo millennio la “parola” si presentava già largamente impoverita e depotenziata del suo carico di fuoco, sopraffatta dalla società dell’immagine, e perpetuata da manipoli di adepti coraggiosi quanto auto referenziali. Forse proprio per questo alle fine degli anni zero, una nuova generazione di poeti ha sentito l’urgenza di unirsi in lavori collettivi, dall’accento politico, in esperienze come Pro/Testo (Fara, 2009) e Calpestare l’oblio (Argo, 2010) che sono il terreno sul quale nasceva la nostra idea di un lavoro poetico a quattro mani – I Resistenti (d’If, 2012) – innescato da un’esigenza di parola e di affermazione, di afferrare l’esistente che andava svanendo e resistere, in un’Italia i cui fondamenti socio-culturali deragliavano, grazie soprattutto al ventennio berlusconiano, dove l’ignoranza ostentata dei nuovi arricchiti, il trash e il kitsch, saturavano l’immaginario collettivo. Poco più di dieci anni dopo, tutto è cambiato, le sirene sempre più allarmanti del cambiamento climatico, l’esperienza del Covid19 e dei lockdown, la guerra incredibilmente vicina, geograficamente ma soprattutto nelle conseguenze economiche e politiche, il nascere di nuovi poteri finanziari che vanno oltre il capitalismo e oltre i governi e gli Stati, l’implosione finale delle ideologie, e l’esplosione dell’intelligenza artificiale, sempre più abile veicolo di generazione di prodotti culturali, ci proiettano in un nuovo status di naufraganti in una terra di mezzo tempestosa, dove diventa anche difficile condividere opinioni ed idee, intravedere approdi. […] Dalla prefazione di Luca Ariano e Carmine De Falco

Waves
Testamento 