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Testamento

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La raccolta attraversa il linguaggio della città, il ritmo delle metropolitane e delle autostrade, l’eco della musica e delle arti visive (Basquiat, Joyce, Campo), fino a trasformarsi in un archivio intimo e collettivo, in cui l’io si dissolve nell’eredità di chi resta e nel dialogo con i morti. L’ultimo testamento diventa così un testo continuamente aperto, provvisorio, destinato a essere trovato, tradito, riscritto.

Opera radicale, Testamento, capace di fondere tradizione e sperimentazione, lirismo e documento, autobiografia e critica culturale. È un libro che chiede di essere letto come atto di resistenza e di affidamento: un’eredità che non smette di interrogare chi la riceve.

 

Adele Bardazzi (Firenze, 1991) vive a Utrecht, dove insegna Letteratura italiana e comparata all’Università. Ha pubblicato la raccolta I nomi di Emanuele (Arcipelago Itaca, 2023). Suoi testi sono apparsi in riviste e antologie («Nuovi Argomenti», «Formavera», «Inverso», St Anne’s Review, Poeti nati negli anni ’80 e ’90 a cura di Giulia Martini, Sesto repertorio di poesia italiana contemporanea). Ha tradotto OBIT di Victoria Chang (Interno Poesia, 2024) e alcune poesie di Cristina Campo (The High Window, 2021).

Description

Con Testamento, Adele Bardazzi consegna al lettore un’opera che è insieme lascito e interrogazione, una scrittura che si fa eredità e disfacimento, corpo e documento. La raccolta si muove attraverso luoghi-soglie — la metropolitana, le strade di Dublino, Oxford, New York — che diventano stanze della memoria e del presente, spazi liminari in cui il tempo si contrae e si moltiplica.

Bardazzi concepisce il testamento non come atto notarile, ma come gesto poetico: ciò che resta e resiste non è solo un bene, ma un frammento di voce, un respiro di scrittura che prende valore nella sua stessa precarietà. I testi si confrontano con la morte, con la trasmissione di una parola che non può essere ridotta a formula giuridica, ma che si apre all’interpretazione, all’errore, alla possibile falsificazione. La poesia si fa documento vivente, che oscilla tra verità e copia, memoria e invenzione.