Visualizzazione di 1-12 di 101 risultati

  • IN OFFERTA!

    Il latte dello Stato

    Mosiewicz costruisce un universo linguistico in cui convivono tecnicismi economici, mitologie civili, scenari post-apocalittici, parabole morali e improvvisi lampi di intimità. È un mondo in cui il desiderio di comprensione diviene gesto lirico, e in cui la poesia si misura con gli strumenti – spesso opachi, talvolta implacabili – dello Stato, della tecnica, del mercato. Il “latte” del titolo, insieme nutrimento e veleno, origine e potere, assurge a metafora della condizione contemporanea: ciò che ci forma è anche ciò che ci espone, ciò che ci sostiene è ciò che ci vincola.

    Opera di rigorosa costruzione ritmica e di notevole ambizione teorica, Il latte dello Stato propone una poesia che non rifugge il mondo ma lo assume nella sua complessità, osservando l’epica diffusa del presente e reinventandone i codici. Nel frammento, Mosiewicz rintraccia non la dispersione ma la possibilità di una nuova visione.

     

    Edoardo Mosiewicz (Milano, 1994) ha studiato filologia latina medievale, pubblicando le sue ricerche su E Codicibus e Filologia mediolatina (SISMEL). È autore del libro di poesia La somma dei sensi (Italic Pequod, 2019) e suoi testi sono apparsi su Poesia (Crocetti, 2024) e Inverso. Attualmente gestisce un’azienda agricola.

    10,80 
  • Canali del nulla

     

    Attraversando i nodi cruciali della fenomenologia della morte in letteratura, il saggio penetra nelle scritture di Sbarbaro, Bontempelli, Rosso di San Secondo, Pozzi e D’Annunzio. Le pone in dialogo con la filosofia di Blanchot e Cioran, con le pagine di Kafka e Baudelaire, per mettere a fuoco alcuni tra i luoghi verbali-mortali più significativi del secolo.

     

     

    16,00 
  • IN OFFERTA!

    Testamento

    La raccolta attraversa il linguaggio della città, il ritmo delle metropolitane e delle autostrade, l’eco della musica e delle arti visive (Basquiat, Joyce, Campo), fino a trasformarsi in un archivio intimo e collettivo, in cui l’io si dissolve nell’eredità di chi resta e nel dialogo con i morti. L’ultimo testamento diventa così un testo continuamente aperto, provvisorio, destinato a essere trovato, tradito, riscritto.

    Opera radicale, Testamento, capace di fondere tradizione e sperimentazione, lirismo e documento, autobiografia e critica culturale. È un libro che chiede di essere letto come atto di resistenza e di affidamento: un’eredità che non smette di interrogare chi la riceve.

     

    Adele Bardazzi (Firenze, 1991) vive a Utrecht, dove insegna Letteratura italiana e comparata all’Università. Ha pubblicato la raccolta I nomi di Emanuele (Arcipelago Itaca, 2023). Suoi testi sono apparsi in riviste e antologie («Nuovi Argomenti», «Formavera», «Inverso», St Anne’s Review, Poeti nati negli anni ’80 e ’90 a cura di Giulia Martini, Sesto repertorio di poesia italiana contemporanea). Ha tradotto OBIT di Victoria Chang (Interno Poesia, 2024) e alcune poesie di Cristina Campo (The High Window, 2021).

    11,00 
  • Ricreazioni. Poesie visive e volanti

    Poi a morsi lente e spente
    le luci del sipario
    grilli mirtilli e menta
    formiche del rosario
    a luna di candela
    a battito di ali
    attesero la cena…

     

    Solo due foglie morte
    furono puntuali.

    12,00 
  • Cosmi minimi

    Eccolo il mondo:
    il sole, un limone,
    una mela.
    E questo sguardo
    che s’affaccia all’orlo
    delle parole dove queste
    sprofondano minime
    e silenziose in abissi
    di bacche di luce.
    La gioia perfetta
    dell’attimo su quel bordo.
    E, al suo cessare,
    il cessare d’un cosmo

    (tratto dal brano Niente II)

    12,00 
  • Finestre

    Mancano una decina di minuti alle 9 quando l’autombulanza che trasporta mia madre arriva in via Stazione, perfettamente in orario rispetto all’ora programmata.

     

    Puntuale, verso le 11, è anche la visita di un’infermiera del distretto. Ci spiega come gestire il catetere. In RSA non hanno più tentato di rimuoverlo. Lei è più ottimista.

    17,00 
  • FRED BIONDINA playlist

    sound-video-poems [2020/2025]

     

    https://www.youtube.com/watch?v=stEFo4Pm85E&list=PLaZmNBZI5OskMA2CLIc0ZbFqHRBQDW062

     

    0,00 
  • Conosci la via

     

    “La storia che vi racconto è una storia vera, anche se potrebbe sembrare un soggetto cinematografico: l’eroe, anzi l’eroina, parte per un viaggio e viaggia, viaggia sempre, pur essendo una monaca e poi una badessa legata al suo convento, negli spazi grandi ma chiusi di una società con delle regole precise. Lei viaggia e lo fa con leggerezza attraversando la terra, da una riva all’altra del Reno e dei suoi affluenti, portando la parola, la speranza, la luce e la ricchezza lì, su quel crocevia di anime e d’intenti che era la società tedesca sul suolo di Bingen nel Medioevo.” (tratto dalla prima scena dello spettacolo)

     

    15,00 
  • Lascio isola ben arredata con fantasia di navi lontane alle pareti

    un Cildreno Bambi piange per il Fatero
    in ritirata da lui e il mondo seguente

     

    lo abbandona in quel vuoto prematuramente
    indipendentista, e postcoloniale

     

    e non gli dà ancora un cambio
    pulito e una lingua

     

    e la Motera è morta per niente

    15,00 
  • La valle di Giosafat

    Nella Valle di Giosafat, nudi, ma rivestiti della nostra carne, verremo giudicati. Allora conosceremo tutti i peccati, non solo i nostri, che già sappiamo, ma anche quelli degli altri. A Matteo era sempre piaciuto immaginare quella scena, perché avrebbe avuto di che vantarsi, rivelando finalmente al mondo le sue gesta erotiche; Eva ne aveva timore, soprattutto pensando alla nudità. Quello che non poteva sapere, però, è che sarebbe accaduto molto prima…

     

     

    15,00 
  • Le chitarre del Pedrollo

    Le chitarre del Pedrollo svolge il proprio tema attraverso un mosaico di materiali diversi: interviste, saggi, gallerie e testimonianze che ripercorrono i trentacinque anni di docenza di Stefano Grondona, instancabile promotore della collezione e della ricerca organologica.

     

    Stefano Grondona (Genova, 1958), allievo di Sergio Notaro, Oscar Ghiglia, Julian Bream e Andrés Segovia, si è affermato come vincitore dei più prestigiosi concorsi internazionali. Segovia, in una intervista del 1985, lo menzionò come uno dei suoi quattro allievi più significativi, insieme a John Williams, Oscar Ghiglia e Alirio Díaz. Da trentacinque anni è titolare di cattedra presso il Conservatorio Arrigo Pedrollo di Vicenza.

    Dimitri Milleri (Bibbiena, 1995) è musicista e scrittore. Ha studiato chitarra sotto la guida
    di Alfonso Borghese e Stefano Grondona, diplomandosi presso il Conservatorio di Vicenza
    e perfezionandosi frequentando le masterclass di Laura Mondiello a Ponte in Valtellina. Ha collaborato alla registrazione del CD Manuel María Ponce: Complete Guitar Sonatas, in uscita per Stradivarius, e fino al 2022 ha portato avanti la sua attività concertistica da solista, in formazioni da camera e in collaborazione con formazioni orchestrali.

    30,00