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  • Testamento

    La raccolta attraversa il linguaggio della città, il ritmo delle metropolitane e delle autostrade, l’eco della musica e delle arti visive (Basquiat, Joyce, Campo), fino a trasformarsi in un archivio intimo e collettivo, in cui l’io si dissolve nell’eredità di chi resta e nel dialogo con i morti. L’ultimo testamento diventa così un testo continuamente aperto, provvisorio, destinato a essere trovato, tradito, riscritto.

    Opera radicale, Testamento, capace di fondere tradizione e sperimentazione, lirismo e documento, autobiografia e critica culturale. È un libro che chiede di essere letto come atto di resistenza e di affidamento: un’eredità che non smette di interrogare chi la riceve.

     

    Adele Bardazzi (Firenze, 1991) vive a Utrecht, dove insegna Letteratura italiana e comparata all’Università. Ha pubblicato la raccolta I nomi di Emanuele (Arcipelago Itaca, 2023). Suoi testi sono apparsi in riviste e antologie («Nuovi Argomenti», «Formavera», «Inverso», St Anne’s Review, Poeti nati negli anni ’80 e ’90 a cura di Giulia Martini, Sesto repertorio di poesia italiana contemporanea). Ha tradotto OBIT di Victoria Chang (Interno Poesia, 2024) e alcune poesie di Cristina Campo (The High Window, 2021).

    12,00 
  • Finestre

    Mancano una decina di minuti alle 9 quando l’autombulanza che trasporta mia madre arriva in via Stazione, perfettamente in orario rispetto all’ora programmata.

     

    Puntuale, verso le 11, è anche la visita di un’infermiera del distretto. Ci spiega come gestire il catetere. In RSA non hanno più tentato di rimuoverlo. Lei è più ottimista.

    17,00 
  • Lascio isola ben arredata con fantasia di navi lontane alle pareti

    un Cildreno Bambi piange per il Fatero
    in ritirata da lui e il mondo seguente

     

    lo abbandona in quel vuoto prematuramente
    indipendentista, e postcoloniale

     

    e non gli dà ancora un cambio
    pulito e una lingua

     

    e la Motera è morta per niente

    15,00 
  • Non la fine, né il fine

    Per lontani, lontanissimi, giri,
    il tempo parla con parole remote,
    di stagione in stagione, nei richiami alti dei migratori,
    nelle foglie tremanti,
    nei fiumi che hanno sillabe montuose,
    nel mare che le ha verdi, azzurre, bianche
    e tutto torna, come sa tornare,
    tutto dilegua, come deve fare,
    sperperarsi e serbarsi,
    di passione in passione, nella sua nostalgia,
    nel caso che trasceglie
    o che, forse, è l’amore inconoscibile,
    immenso che determina e riunisce il dolore alla gioia,
    la meraviglia al dubbio, con oscuri portenti:
    la rondine tornata sempre al solito nido,
    la magia della brina,
    i nomi sulla fede d’oro persa che il mare custodiva
    perché qualcuno la ritrovasse
    e ritrovasse l’emozione, il pianto.

    15,00 
  • Basi

     

    Paola Di Gennaro è nata a Napoli, dove insegna letteratura inglese. Ha vissuto a Londra, Tokyo e Parigi, e ha pubblicato studi critici di letteratura inglese e comparata. Del 2010 è la sua prima raccolta di poesie in inglese, Destiny Please. Nel 2016 ha collaborato al Laboratorio di poesia del Premio Napoli nel centro penitenziario di Secondigliano. Ancora storia (finalista Premio Nuovi Argomenti 2021) è del 2017.

    15,00 
  • Ordine del sud

    Infine ho visto un autobus che le risucchiava

    verso una musica a volume esagerato,

    l’ho visto barcollare via, il fumo nero,

    la piccola sedeva sulle cosce della mamma,

    batteva a ritmo i palmi e sorrideva.

     

    Roberto Minardi (Ragusa, 1977) vive a Londra, dove si è trasferito nel 1999 – con permanenze più o meno lunghe in America Centrale. Ha pubblicato quattro libri di poesia: Note dallo sterno (Archilibri, 2007), Il bello del presente (Tapirulan, 2014), La città che c’entra (Zona, 2015) e Concerto per l’inizio del secolo (Arcipelago Itaca, 2020).

     

    15,00 
  • Parlo ultimo

    Questo libro, seconda uscita della serie “Reloaded” della collana Poetica, raccoglie quelle che Gian Mario Villalta definisce “tre opere prime”– diario del pane (2003), libro dei vivi (2006), serie del ritorno (2009) – oggi qui riunite, a distanza di anni, perché sono “perlopiù introvabili”.
    La poesia che ha trovato casa in questi tre libri dice chiaramente che non è finita, finché c’è un lettore, finché c’è parola e c’è vita, perché “poesia” è una sola parola per dire come parola e vita si appartengono.

     

    dovevamo essere interi . tu ricordi?
    dicevi mangia con me parla con me dormi con me
    tienimi aperta lentamente dammi il tuo gesto pulito
    il tuo riposo interamente

    15,00 
  • Piccole immagini complete

    Piccole immagini complete è un’espressione attribuita a Francesca Woodman in un articolo italiano del 1979, con cui l’artista indicava la propria volontà di lasciar trapelare sulla superficie delle cose il mistero latente che si annida nel quotidiano.

     

    la crocchia dei

    capelli, una sequenza di

    Fibonacci

    oggi ebbe molte prove di

     

    never

    ever

    rêve

     

    lei è distesa e non ha

    gambe, le pieghe della

    gonna, un’antica

    colonna, caduta

    15,00 
  • Theolalia

    fuga in egitto

    non
    l’egitto
    è
    punto di fuga
    della fuga
    il bimbo
    viene salvato
    per giorni più duri
    punto di fuga
    della fuga
    è
    la croce

     

    Kurt Marti (1921-2017) è stato un significativo esponente della vita letteraria e spirituale del mondo germanofono, tra gli anni Sessanta e Novanta del secolo scorso. 

    15,00 
  • La divisione della gioia

    TRANSIT MARGHERA

     

    ma le pale meccaniche

    in campo azzurro

    ci attendono al mattino

    lucenti nell’aria

    sopra marghera

    vegliano sugli alberi

    vigili si distendono

    tra le cisterne

    addossate all’acqua

    dominano il cuore

    tremante ancora

    nello sguardo dell’alba

    dai platani svettanti

    cadono foglie

    sui tetti ondulati

    bianchi i gas nell’azzurro

    si alzano appena

    sui vagoni cisterna

    fermi al binario

    dietro la fincantieri

    si accende il cielo

    tra le torri e i silos

    di un rosa acido

    per noi stupefatti

    oggi come ieri

    e assonnati nel transito.

    mattinale

    15,00 
  • La rimozione del conflitto

    Si è capito che voleva leggere un luogo

    e dopo si è dimenticata di scrivere qualcosa,

    poi un giorno a marzo ha raccolto le prime viole

    sulla riva di un fosso che sembrava una fogna,

    le ha portate in cucina

    e mentre faceva le pulizie di casa

    ogni tanto si girava per vedere

    se durava questa storia passeggera.

    Succedeva sul suo diario,

    aveva annotato questo appunto

    delle viole che non morivano mai.

     

     

    Andrea De Alberti è nato nel 1974 a Pavia. Suoi testi sono presenti nell’Ottavo Quaderno Italiano di Poesia Contemporanea. Del 2007 è la raccolta Solo buone notizie (Interlinea); del 2010 Basta che io non ci sia (Manni); nel 2011 Litalìa (La Grande Illusion); nel 2017 Dall’interno della specie (Einaudi) e nel 2019 La cospirazione dei tarli. L’universo di Don Chisciotte (Interlinea).

    15,00 
  • IN OFFERTA!

    Bestiario

    Nel Bestiario di Simonelli gli animali si mascherano e giocano a travestirsi fino al punto di assomigliare agli esseri umani.

    Una carrellata di ibridi, uno studio sulle dinamiche sociali (e sul loro fallimento) nel rispetto (nel tradimento) dei bestiari medioevali: in versi rigorosi e feroci, con un’attenzione laica e profana alla realtà.

     

     

    14,21