Non la fine, né il fine

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Per lontani, lontanissimi, giri,
il tempo parla con parole remote,
di stagione in stagione, nei richiami alti dei migratori,
nelle foglie tremanti,
nei fiumi che hanno sillabe montuose,
nel mare che le ha verdi, azzurre, bianche
e tutto torna, come sa tornare,
tutto dilegua, come deve fare,
sperperarsi e serbarsi,
di passione in passione, nella sua nostalgia,
nel caso che trasceglie
o che, forse, è l’amore inconoscibile,
immenso che determina e riunisce il dolore alla gioia,
la meraviglia al dubbio, con oscuri portenti:
la rondine tornata sempre al solito nido,
la magia della brina,
i nomi sulla fede d’oro persa che il mare custodiva
perché qualcuno la ritrovasse
e ritrovasse l’emozione, il pianto.

Description

Il nuovo libro del fiorentino Giovanni Parrini è costituito da otto sezioni, più un prologo e una clausola, per un totale di settantasei componimenti. Parrini, tenendo fede a quella che appare, già dai lavori precedenti, come la sua cifra identitaria, sviluppa l’opera essenzialmente attorno all’irresolubilità escatologica dell’esistenza; un problema insito nell’esserci e suggerito già dal titolo, tutto giocato com’è sulla variazione di genere del termine “fine”, qui significante, nel genere femminile, l’obbligata e inarrestabile ricerca di senso all’esistenza; in quello maschile, l’ineludibile percezione della mancanza di uno scopo ultimo alla suddetta ricerca, in un viluppo silenzioso, che angosciante eppure meraviglioso, determinato dalla misteriosa caratteristica che differenzia l’uomo da ogni altro essere vivente, ovvero la coscienza di sé, di esistere in un certo tempo e in un certo spazio.

 

Giovanni Parrini è nato a Firenze, città in cui risiede.

Ha pubblicato le opere di poesia Nel viaggio (Lietocolle, Faloppio, 2006), Tra segni e sogni (Manni, Lecce, 2006), Nell’oltre delle cose (Interlinea, Novara, 2011), Valichi (Moretti&Vitali, Bergamo, 2015 – Premio Nazionale Letterario Pisa; Premio della Giuria Viareggio-Repaci, terna finale), L’occasione e l’oblio (Stampa 2009, Varese, 2019 – semifinalista Premio Viareggio Repaci 2020).
Nel 2019, ha tradotto varie poesie da Wade in the water, opera del Premio Pulitzer Tracy K. Smith e, nel 2020, The Bard di Thomas Gray.
Nel 2022, ha pubblicato il volume Thomas Gray, l’opera poetica (Le Lettere, Firenze) che raccoglie le traduzioni annotate di tutte le poesie dell’autore inglese.