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La casa in fiamme

8,50 

In uscita il 15 ottobre

Di casa in casa, di fuoco in fuoco. Tutto brucia, là fuori. Bruciano le immagini che detonano il Terrore, bruciano le carte da parati, bruciano i corpi, le carni sulla fiamma dell’intingolo, ma non da Stella. La sua casa è più di uno spazio libertino: è un rifugio nel quale il tempo si azzera e le sofferenze si leniscono; è un balsamo onirico, una luce nell’oscurità. Nella casa tutto è possibile: il piacere, la carne, il corpo sono oggetto di transazioni continue, per una folla discreta e incessante di clienti, ai quali le ragazze si concedono notte dopo notte, mambo dopo mambo. Le notti, nella casa, si misurano col metro astronomico: notti che durano come galassie. Il protagonista, un uomo senza nome, trova nella casa un nascondiglio dove poter esercitare il senso che più lo soddisfa: lo sguardo. Fino al prossimo incendio.

Dopo l’enigmatico esordio con Figlio fortunato, Fillippo Polenchi torna con un testo ancora più estremo, lucido e ipnotico come un sogno lynchiano.

Descrizione

Sento fiamme accendersi sulla curvatura della pupilla ed è intollerabile riuscire a tenere le palpebre sollevate. Se chiudo gli occhi vedo, anche nella mia oscurità perfetta, i movimenti di corpi; i sussurri; i lamenti divengono allora pensieri in forma di figura, occupano forme mutevoli che svaniscono al variare del suono. Sono, lì nel buio delle palpebre, figurazioni inedite, bestie in divenire. Fumo una sigaretta talvolta: perlopiù fuma tra le mie dita, in attesa che gli altri abbiano fatto.

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Filippo Polenchi è nato e vive a Firenze. Ha scritto articoli critici su «alfabeta2», «Antinomie», «L’indice dei libri del mese» e pubblicato racconti su «Nazione indiana» e «minima&moralia». Il suo romanzo d’esordio, Figlio fortunato,  è stato pubblicato nel 2021 per 66thand2nd.