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Cittadino Cane

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Il folgorante ritorno di Giordano Meacci alla narrativa 

 

Sei mesi un anno, ha detto il dottore. E io gli ho detto ma facciamo anche due: e ho riso. Ma il dottore non rideva. Ci può essere stato uno sbaglio, ho chiesto io. E lui: è la seconda volta che rifacciamo, nessuno sbaglio, mi dispiace. E mi ha guardato come se si aspettasse qualcosa di diverso da me. Ma io gli ho detto che sono ottimista, si sa. E alla fine gli ho dato la mano e ho sorriso: è stato più forte di me. “Se vuoi che gli altri ti ascoltino”, diceva mio padre, “sorridi sempre. Parecchi non si ricorderanno quello che gli dicevi. Ma che sorridevi, sì”.

 

 





Descrizione

A sei anni da Il Cinghiale che uccise Liberty Valance, finalista al Premio Strega 2016, Giordano Meacci torna alla narrativa e attraverso una caleidoscopica esplosione di punti di vista, che fanno collidere finzione e verità, passato e profezia, ragioni intime e pubbliche meschinità, racconta la vita del cittadino Carlo Cane. Bambino alle prese con un padre immaginario, sindaco ragazzo di Rignago Barabba, consulente informale di dittatori russi, fondatore di partiti, invecchiato consulente aziendale: questa è la  storia sospesa delle ambizioni di un uomo e del suo desiderio di mostrarsi vivo, in un tempo in cui niente sembra tanto contraddittorio e impraticabile quanto l’aspirazione alla grandezza.

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GIORDANO MEACCI è nato a Roma nel 1971. Ha pubblicato, tra l’altro, Improvviso il Novecento. Pasolini professore (minimum fax, 1999, 2015; nuova edizione, con una introduzione in versi, nel 2022) e Il Cinghiale che uccise Liberty Valance (minimum fax, 2016). Con Dori Ghezzi e Francesca Serafini ha scritto Lui, io, noi (Einaudi, 2018). Con Claudio Caligari e Francesca Serafini ha scritto Non essere cattivo (2015). Con Francesca Serafini ha scritto Fabrizio De André. Principe libero (2018) e  Carosello Carosone (2021, Premio Flaiano per la sceneggiatura televisiva).