Description
“Nella torrida estate del 2003, in trasferta per una gara di atletica a Tirrenia, mi trovai ad attraversare i binari della vecchia ferrovia per Pisa e Livorno. Leggevo il Neuromante di William Gibson. Mi dissi che avrei dovuto scrivere un poema con versi come quelle rotaie arrugginite, coperte d’erba e asfalto. Linee abbandonate e archeologia industriale – ciminiere, torri di frazionamento, l’aria densa delle raffinerie – m’appassionavano fin dall’infanzia. Flâneur in aree dismesse, scavalcai fili spinati per fotografare diesel idrauliche, navi sulle banchine merci, la base militare di Camp Darby, discariche. Il mondo senza di noi, la dissipazione del genere umano era lì, squadernata quotidianamente, più che nella terra desolata di Eliot.” (dalla prefazione di Tommaso Lisa)
Poema combinatorio in settenari scritto tra il 2001 e il 2011 in pieno periodo neo metrico rebis.multiverso si snoda in atmosfere cyber- punk, esaurisce in sé le possibili combinazioni della sua stessa forma: può essere letto in ogni direzione senza esaurirsi, rigenerandosi ogni volta. Esempio di poesia concreta, collezione di carmina figurata, calligrammi di cromosomi, robot, insetti, frammenti di DNA, è ottenuto per assemblaggio di frammenti e citazioni, l’emblema dell’esaurimento storico di un mondo interamente materico.
Tommaso Lisa è nato nel 1977 a Firenze, dove vive e lavora.
Appassionato entomologo, dottore di ricerca in Lettere, poeta. I suoi studi di estetica si sono concentrati sulla “poetica dell’oggetto” del filosofo Luciano Anceschi, nella poesia italiana nella seconda metà del Novecento, da Montale alla nuova avanguardia. Ha scritto libri di critica letteraria su Edoardo Sanguineti e Valerio Magrelli. Di recente ha pubblicato Coleotteri rossi e altri insetti dello stesso colore (Danaus, 2021) Memorie dal sottobosco (2021, Exorma), Insetti delle tenebre (2022), Il carabo di Napoleone (2023, Exorma).










