Niente struggente

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…fuori dai suoni abituali, fuori dalle parole abituali, fuori dall’incubo delle storie, personali, collettive: è possibile? e perché? se possibile, è necessario? Alouette, gentille alouette / Alouette, je te plumerai / Je te plumerai la tête / Je te plumerai la tête / Et la tête, et la tête / Alouette, Alouette / Oh, oh, oh, oh… mia piccola allodola, ti spiumerò, per sopravvivere ancora, feroce e cattivo, prigioniero della fame, spiumare un volatile al confine tra Canada e USA, tra Alaska e Gaza, tra Iran e Minneapolis, tra Groenlandia e Lunigiana, tra Ucraina e Taiwan, tra sé e sé, mentre l’Europa “la sc’iòpa”. Crudeltà tras-figurata nella tenerezza utopica, pornottica, che si fa canzoncina canzonetta, aliena da ogni mercato, dal vomito canino di bocche senza gentilezza, prive di stupore. Seguire la deriva verso sud-sud south-south e out-out senza aut-aut, diventare del tutto incomprensibili, mettersi a nuotare a d’orso Bruno, nolano, Giordano, non più uomo ma nuvola e fiume, sulle onde e dentro la schiuma di una voce-incanto, contemplando il firmamento, fratturando la colonna vertebrale del proprio flauto vocale e del midollo ancora vivo. Non voler più affogare, quasi, se tu continui, così, a cantare, a sussurrare, e anche cosà e pure frou-frou, nella filastrocca cumulativa della nostra scomparsa, nel trasloco incessante del respiro inquieto. Poi, tanto, comunque, Andromeda – se non lo farà prima il mattatoio di nequizia della terra umanoide – la diva Andromeda spiumerà anche me, mi farà fuori – oh magari! mi facesse, fuori e dentro, mi sbriciolasse e rimescolasse come tu fai con le mani nel polistirolo – e le penne e le pene galleggeranno nell’aria smemorate di coscienza che ripeteva io io io, sparpagliate, barocche, in volute a spirale, involute a svanire, nello spazio interstellare. Una certezza? Non avrò capito un cazzo – non avrò capito niente.

 

NIENTE STRUGGENTE   [film + album]

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film di Fred Biondina & Marzia Puškin con Ilenia Pecchini [2026]

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Description

Brian Molko nel documentario This Search for Meaning: “…the person who chooses to stare into the void owes no explanation whatsoever to the person who chooses to stand and watch…”.

 

Che cosa collega una crudele filastrocca infantile e lo spazio interstellare? L’ossessione erotica e le finestre? La morte del più grande attore italiano, la matematica e l’anarchia? Una canzone di The Cure e i madrigali? Minneapolis e i Joy Division? Il cinema, la musica e il fumo? La video arte e la fisica quantistica? Il vento, le cameriere e le risate? Una piscina, il filo spinato e James Joyce? Un piccione, un gabbiano e un bicchiere rotto? La bocca di Nefertiti, Franz Schubert, un suonatore d’organetto e l’arrotino? Le stragi in Palestina Libano Iran Ucraina Sud Sudan e la nascita del linguaggio? Il tango di Satana e il capitalismo tecnoidiota che ci avvita? Un pianoforte a coda, una parete rosso cadmio e il suicidio? Il flamenco, il manierismo e Francis Bacon? La poesia di Paul Celan, i meridiani terrestri e un messaggio in bottiglia? Una radiografia di Marlon Brando, l’Apocalisse e una meditazione koto? La filosofia, il cielo e il polistirolo? I piedi di Santa Teresa d’Avila del Bernini, angeli cherubini serafini e le cloache? Le palline del flipper, il tanto vino e gli emisferi cerebrali? Gli occhi dei gatti, la danza e l’Oceano Indiano? Le ombre e le maschere, le voci e i volti? Il sistema solare e la vanità delle frane? Li collega tutto e niente. Un’opera visionaria tripartita e fuori da ogni codice: film sperimentale intimo in forma di sconcerto monumentale (più di tre ore e mezza di durata) + libro parallelo non convergente, fotoromanzo arcaico e atlante astronomico, senza narrazione apparente, che schiva – per umiltà e humour, non per alterigia – qualsiasi definizione di genere + album musicale scaturito dalla temperie vulcanica degli altri due ‘manufatti’, una caldera autonoma, quasi a loro compimento e fusione iconoclasta, nel flusso di melodie ritmi rumori in deriva esicastica (per ascoltarlo: link all’interno del volume).

 

Fred Biondina – Marzia Puškin – Ilenia Pecchini – Federico Nobili

Fred Biondina non è Marzia Puškin, ma talvolta, per la di lei sventura, Marzia diventa anche Fred. Si occupano principalmente di matematica non commutativa, di vagabondaggi notturni mentre muoiono e nascono Papi, di abitare con classe e disagio tutte le lingue e i dialetti terrestri. Ilenia Pecchini piega cavi metallici, decontestualizza chiodi, viti, bulloni, rondelle, mescola polistirolo con le sue eleganti mani Mani ed è proprietaria unica della società cine-astronomica Shadows Lady. Quando danza ti mette a distanza. Insieme non formano una Trinità, perché non hanno tempo, ma si scambiano spesso le loro voci in forma di Holy Ghost.

Federico Nobili vive con ritmi circadiani da rockstar senza conto corrente e ha curato (perché malato, ma senza guarirlo) libro + sound design, musiche, montaggio, produzione di film e album. Con questo triplice viaggio ha pure freddato Fred, suo alter ego alterato – ergo, le operette si potrebbero considerare semi-postume.

 

FEDERICO NOBILI LINKEDIN.      

MARZIA PUŠKIN  

ILENIA PECCHINI