Lascio isola ben arredata con fantasia di navi lontane alle pareti

15,00 

un Cildreno Bambi piange per il Fatero
in ritirata da lui e il mondo seguente

 

lo abbandona in quel vuoto prematuramente
indipendentista, e postcoloniale

 

e non gli dà ancora un cambio
pulito e una lingua

 

e la Motera è morta per niente

Description

Lascio isola ben arredata con fantasia di navi lontane alle pareti è un romanzo di formazione, in versi variamente rimati e ritmati, con brevi stralci di prosa, che ripercorre per via allegorico-parodica la nascita della forma poesia dall’informe biografico. Decrittiamo l’allegoria parodico-grottesca e ironica che informa di archetipi destituiti di senso la storia che stiamo per leggere. Questa si svolge in un luogo-prigione detto stanzino postinglese. Paradossale profezia del presente, si loca la storia di un Cildreno Bambi qualsiasi, figlio di una Motera assente non meglio specificata e di un presente (ancorché fuggiasco) Fatero Michimause qualsiasi, dentro una lingua che non può appartenere alla produzione poetica perché è una lingua postuma, morta, post. Lo pseudoinglese universale è la lingua del tanto atteso e infine raggiunto tracollo dell’Occidente sulla scena mondiale vissuta entro la cornice televisiva. […] L’esercizio della lingua poetica di Carlo Bellinvia è supportato da una potenza visionaria e visiva fuori dal comune e anche giunto a questo approdo fra lo scrivere e il Nulla sceglie lo scrivere. (dalla prefazione di R. Lo Russo)

 

Carlo G. Bellinvia è nato a Reggio Calabria nel 1985 e vive a Livorno. Ha pubblicato il libro Omissis (Arcipelago Ita- ca, 2021). Suoi scritti e contributi sulla sua scrittura sono stati ospitati su Lay0ut Magazine, Nazione Indiana, Argo, MediumPoesia, La Balena Bianca, Poesia 2.0, Pordenone- leggepoesia. La sua ultima opera è bacon, fast-food (ECS Edizioni Centro Scritture, 2024).