Un dialogo notturno

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Due persone, dentro una stanza, di notte. Una parla, l’altra ascolta – anzi: l’altra è addirittura dormiente. Questo però non le impedisce di ricevere le parole che le vengono rivolte, che proprio nel suo ascolto silente e dormiente ricevono il senso di cui hanno bisogno. Di cosa parla, l’io narrante e poetante? Di tutto, ma più di tutto di amore e di politica.

 

Niccolò Nisivoccia è nato nel 1973 a Milano, dove vive e lavora. Avvocato, scrittore, poeta. Collabora con il Manifesto e con Il Sole 24 Ore. I suoi libri: Sulla fragilità (2019); Variazioni sul vuoto (2020); Quasi una cosmologia (2021); Il silenzio del noi (2022); e, con Adolfo Ceretti, Il diavolo mi accarezza i capelli (2019).

Descrizione

Queste “poesie in prosa” – così mi sembra debbano esser definiti gli scritti che Niccolò Nisivoccia raccoglie nel volume “Un dialogo notturno” – propongono una risposta a come si debba vivere questa misteriosa realtà che incarniamo: l’aspetto più importante della vita sono le parole, dice. E cioè il rapporto con l’altro e il prendersene cura, sentirsene responsabili.

Questo rapporto con l’altro, questo richiamo al prendersene cura, che passa attraverso l’indispensabile mediazione delle parole, l’autore lo definisce politica.

(dalla prefazione di Luciana Castellina)