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  • IN OFFERTA!

    Bestiario

    Nel Bestiario di Simonelli gli animali si mascherano e giocano a travestirsi fino al punto di assomigliare agli esseri umani.

    Una carrellata di ibridi, uno studio sulle dinamiche sociali (e sul loro fallimento) nel rispetto (nel tradimento) dei bestiari medioevali: in versi rigorosi e feroci, con un’attenzione laica e profana alla realtà.

     

     

    14,21 
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    Babajaga

    Babajaga vive in un regno
    di gusci vivi.
    Sono suoi la betulla
    d’argento, i cani affamati,
    un gatto magro e
    digrignato.

     

     

    GAIA GIOVAGNOLI (RIMINI, 1992) è scrittrice e cartomante.

     

    Ha pubblicato il romanzo Cos’hai nel sangue (Nottetempo, 2022 – vincitore del Premio Dante Arfelli; Finalista al Premio Fahrenheit Radio3, al Premio Berto e al Premio POP). Di recente ha pubblicato il suoi secondo romanzo, Chiedi se vive o se muore sempre per Nottetempo. In poesia ha esordito con Teratophobia (’roundmidnight edizioni, 2018).

     

     

     

    11,37 
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    Cut-off

    In queste poesie si mette a nuda la povertà e la precarietà di quel grumo che chiamiamo io, che “è in verità un ammasso di scissioni, fessure doloranti, contraddizioni irrisolte.” Sul piano stilistico la risentita cifra morale della scrittura di Giusti è facilmente rinvenibile nella pronuncia di una voce ironica, scettica, stridente e agra, mai cinica. Una voce che pur diffidando rilancia, né illusa né arresa che si fa carica della sfida necessaria alla letteratura contemporanea: Offrire a quell’unità “evolutiva ibrida chiamata essere umano”, uno spazio per raccontarsi di nuovo, per raccontarsi nuovo .

    14,21 
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    Sommerreise

    In Sommerreise, la perizia formale si evolve in una forte consapevolezza dei propri mezzi, traducendosi in un viaggio a ritroso nel passato storico e biografico, in sostanza in un tentativo di recupero di senso. E se la “poesia è forma” allora Orso sceglie la strada dell’esattezza, per fissare esperienze e situazioni che, altrimenti, sarebbero destinate all’oblio. Esattezza che coinvolge i luoghi riattivandoli, vivificandone, attraverso una precisione “nomenclatoria” capillare, l’ineluttabile scomparsa, come avviene, principalmente ma non solo, nella quarta sezione, Quaderno di campagna.

    Per questo in tutto il percorso della raccolta «pullulano pistilli e gemme, inesauste germinazioni», i risultati di un’onestà cercata nel contrasto con l’arbitrarietà linguistica.

    14,21 
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    Per far vivere altro cadiamo

    Per far vivere altro cadiamo: sacrificio o disperazione, lotta, denuncia o ab- bandono, nel turbinio di vita e morte, di fatto una richiesta, la ricerca di senso; già dal titolo dell’esordio di Marco Carretta troviamo un ventaglio di possibilità e i quesiti irrisolvibili dell’uomo.

    Ronzava in fabbrica
    la corsa continua il rito
    ognuno cercava piegato arnesi
    e tra gli arnesi le carezze del padre.

    14,21 
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    Le cose penultime

    […]

    Il modo in cui la luce prende in te,

    impregnando quella complessità davanti a cui

    la scienza si arrende, una piega diversa,

    un che di più dolente, di più preciso,

    di più completo, di appena immaginato.

    Come il tuo corpo ferma

    il pullulare di forze in cui muoviamo

    affaticati, e quasi ne nasconde

    l’ossessione, e dice, e tace:

    Guarda –, e allora vedo.

    Il tuo non essere nient’altro che tu, frontiera,

    limite dell’universo, solo tu,

    questo tepore, tutto quello che non è

    tutto il resto – è difficile da dire,

    ma non semplicemente te –: tutto.

    12,32 
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    Notturno formale

    è troppo tardi per tornare a casa.

    obliterare
    vestiti per gioco come segnalibri

    rimandare il momento in cui ti spegni.

    mi toglierò il ghiaccio dai capelli,
    ti dirò che il corpo non significa niente.

    Fotografie di Nerina Toci

    14,21 
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    Per non sparire

    Dall’introduzione di De Angelis:

    «La scena è alta, grandiosa, ispirata. Francesca Mazzotta scrive un poema biografico e universale, singolare e assoluto, con una tensione alla totalità che confina con il pensiero indiano, con l’Atman proteso al Brahman, con la vita singolare profondamente connessa all’Intero della creazione».

    Sarà liberatorio risvegliarsi

    più vivi, saper dire

    “siamo stati”.

    Per primo affiorerà il volto, il collo

    bianco perla, le nicchie delle clavicole

    il torace – risacca di respiro.

    Ancora disabituati al sole sentiremo

    tremori di sangue per i gorghi

    dei polsi, il suo beato pulsare.

    14,21 
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    Nel tempo del padre

    Anche stamani sei sceso nel sonno,

    più giovane di quando sei partito,

    ed erano parole oscure al sommo

    del tuo transito, accenni di un invito

    per altre strade, segnate dai demoni

    celesti, nella lingua delle ombre.

    Ti seguivano, in un vigore estremo,
    un cane lupo e un gatto, là ove incombe

    l’ascesa della Pania in faccia al mare

    -incessante il silenzio di quel luogo
    e la quiete sui volti -, e ritornare
    è stato come il principio, nel rogo
    del giorno, fino al lampo dell’occulto

    indistruttibile, al codice muto…

     

    14,21 
  • Liriche terrestri

    Il nuovo libro di Diego Conticello, “Liriche terrestri”, è il nono titolo della collana Poetica di Industria&Letteratura, diretta da Gabriel Del Sarto e Niccolò Scaffai.

     

    In prevendita fino al 27 dicembre, data di uscita nelle librerie. 

     

    Foto di copertina: Francesco Maria Terzago

    15,00 
  • Doveri di una costruzione

    Una raccolta potente e corrosiva, che parla delle esistenze e degli spettri di questo tempo storico. Ogni poesia di questo libro, come insegna una linea decisiva della nostra tradizione, è un evento che fissa la realtà e, dentro di essa, la precarietà del soggetto che prende parola.

     

    Stringe un telecomando fluorescente
    stasera lo dà lui il flow, lo show: circuiti eccitati, saette,
    brulicame radio, costellazioni, tutti presenti
    ma trascesi indiavolati, corpi offerti o fetali, ispirati,

    fumi bizzarri come parrucche, teste e teste
    sulle frequenze che manomette
    tutti svuotati in purissimo moto, lui che li porta
    a un livello ulteriore…
    chiudono,
    hanno chiuso. Lo scettro gli sfuma
    in un telecomando orlato di gomma.
    Scuote la testa con meno veemenza.
    Si nega alle ammiratrici che ha in testa.
    Fissa sui ripiani le conserve di nonna.

     

    15,00 
  • Waves

    Waves non celebra un decennio (gli anni Ottanta), fa di più: lo racconta con parole vivide e suoni essenziali, senza clichès e senza demagogia, con una precisione tecnica millimetrica e una sapienza formale assoluta.

     

    Nel volume: poesie di Vincenzo Bagnoli

     

    Nel CD: musiche di di Nicola Bagnoli e Marzio ‘Mars’ Manni. Voce: V. Bagnoli. Chitarra: M. ‘Mars’ Manni. Tastiere, basso e programmazione N. Bagnoli

    15,00