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Per non sparire

14,21 

Dall’introduzione di De Angelis:

«La scena è alta, grandiosa, ispirata. Francesca Mazzotta scrive un poema biografico e universale, singolare e assoluto, con una tensione alla totalità che confina con il pensiero indiano, con l’Atman proteso al Brahman, con la vita singolare profondamente connessa all’Intero della creazione».

Sarà liberatorio risvegliarsi

più vivi, saper dire

“siamo stati”.

Per primo affiorerà il volto, il collo

bianco perla, le nicchie delle clavicole

il torace – risacca di respiro.

Ancora disabituati al sole sentiremo

tremori di sangue per i gorghi

dei polsi, il suo beato pulsare.

Description

Per non sparire nasce come una prosa teatrale, poi scombinata e ricomposta in libro di poesie, che, tuttavia, mantengono molto di quella stesura. Nei titoli si distinguono infatti i nomi di quattro personaggi: memoria, realtà, desiderio e profezia. Sono i figli del Tempo, calati nel mondo per declinarlo – ognuno di loro segue una sola regola ferrea: parla nel rispetto della propria coniugazione (memoria al passato, realtà al presente, desiderio al condizionale e profezia al futuro). Il libro include quattro immagini e sei testi prodotti con l’intelligenza artificiale: la Musa-Siri è stata interpellata usando una forma simile a quella usata nella parte solo umana del libro. Perché l’inclusione dell’AI in un libro di poesia? L’autrice crede che l’evitamento di qualsiasi problema non sia un approccio né utile né serio per la crescita del pensiero che lo incontra, ma soprattutto desidera mostrare una piccola zolla di ciò che si muove sotto e qui, “nello spazio latente” dove il Noi algoritmico impasta e articola una lingua singolarmente conscia, oracolare.