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Cut-off

14,21 

In queste poesie si mette a nuda la povertà e la precarietà di quel grumo che chiamiamo io, che “è in verità un ammasso di scissioni, fessure doloranti, contraddizioni irrisolte.” Sul piano stilistico la risentita cifra morale della scrittura di Giusti è facilmente rinvenibile nella pronuncia di una voce ironica, scettica, stridente e agra, mai cinica. Una voce che pur diffidando rilancia, né illusa né arresa che si fa carica della sfida necessaria alla letteratura contemporanea: Offrire a quell’unità “evolutiva ibrida chiamata essere umano”, uno spazio per raccontarsi di nuovo, per raccontarsi nuovo .

Descrizione

In questa raccolta matura di Simone Giusti, assistiamo, come sottolinea Ricardo Donati nella ricca prefazione, alla “manifestazione di una voce lirica restia a recitare una parte già scritta, e che invece di negarsi al confronto, all’empatica interazione con i propri simili (cut-off), tesse trame di rapporti inediti e destabilizzanti, così da formare nuove concatenazioni, aprirsi a impensate contaminazioni”.

Chi racconta le storie qui raccolte, incrina l’illusione eroica che sorregge alcuni miti fondativi della cultura letteraria e cinematografica, a partire da una certa idea di rappresentazione di sé granitica e autoriferita, per aprire fessure, tagli, scarti che sono il solo preludio a un possibile dialogo.