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  • Cosmi minimi

    Eccolo il mondo:
    il sole, un limone,
    una mela.
    E questo sguardo
    che s’affaccia all’orlo
    delle parole dove queste
    sprofondano minime
    e silenziose in abissi
    di bacche di luce.
    La gioia perfetta
    dell’attimo su quel bordo.
    E, al suo cessare,
    il cessare d’un cosmo

    (tratto dal brano Niente II)

    12,00 
  • Finestre

    Mancano una decina di minuti alle 9 quando l’autombulanza che trasporta mia madre arriva in via Stazione, perfettamente in orario rispetto all’ora programmata.

     

    Puntuale, verso le 11, è anche la visita di un’infermiera del distretto. Ci spiega come gestire il catetere. In RSA non hanno più tentato di rimuoverlo. Lei è più ottimista.

    17,00 
  • FRED BIONDINA playlist

    sound-video-poems [2020/2025]

     

    https://www.youtube.com/watch?v=stEFo4Pm85E&list=PLaZmNBZI5OskMA2CLIc0ZbFqHRBQDW062

     

    0,00 
  • Conosci la via

     

    “La storia che vi racconto è una storia vera, anche se potrebbe sembrare un soggetto cinematografico: l’eroe, anzi l’eroina, parte per un viaggio e viaggia, viaggia sempre, pur essendo una monaca e poi una badessa legata al suo convento, negli spazi grandi ma chiusi di una società con delle regole precise. Lei viaggia e lo fa con leggerezza attraversando la terra, da una riva all’altra del Reno e dei suoi affluenti, portando la parola, la speranza, la luce e la ricchezza lì, su quel crocevia di anime e d’intenti che era la società tedesca sul suolo di Bingen nel Medioevo.” (tratto dalla prima scena dello spettacolo)

     

    15,00 
  • Lascio isola ben arredata con fantasia di navi lontane alle pareti

    un Cildreno Bambi piange per il Fatero
    in ritirata da lui e il mondo seguente

     

    lo abbandona in quel vuoto prematuramente
    indipendentista, e postcoloniale

     

    e non gli dà ancora un cambio
    pulito e una lingua

     

    e la Motera è morta per niente

    15,00 
  • La valle di Giosafat

    Nella Valle di Giosafat, nudi, ma rivestiti della nostra carne, verremo giudicati. Allora conosceremo tutti i peccati, non solo i nostri, che già sappiamo, ma anche quelli degli altri. A Matteo era sempre piaciuto immaginare quella scena, perché avrebbe avuto di che vantarsi, rivelando finalmente al mondo le sue gesta erotiche; Eva ne aveva timore, soprattutto pensando alla nudità. Quello che non poteva sapere, però, è che sarebbe accaduto molto prima…

     

     

    15,00 
  • Le chitarre del Pedrollo

    Le chitarre del Pedrollo svolge il proprio tema attraverso un mosaico di materiali diversi: interviste, saggi, gallerie e testimonianze che ripercorrono i trentacinque anni di docenza di Stefano Grondona, instancabile promotore della collezione e della ricerca organologica.

     

    Stefano Grondona (Genova, 1958), allievo di Sergio Notaro, Oscar Ghiglia, Julian Bream e Andrés Segovia, si è affermato come vincitore dei più prestigiosi concorsi internazionali. Segovia, in una intervista del 1985, lo menzionò come uno dei suoi quattro allievi più significativi, insieme a John Williams, Oscar Ghiglia e Alirio Díaz. Da trentacinque anni è titolare di cattedra presso il Conservatorio Arrigo Pedrollo di Vicenza.

    Dimitri Milleri (Bibbiena, 1995) è musicista e scrittore. Ha studiato chitarra sotto la guida
    di Alfonso Borghese e Stefano Grondona, diplomandosi presso il Conservatorio di Vicenza
    e perfezionandosi frequentando le masterclass di Laura Mondiello a Ponte in Valtellina. Ha collaborato alla registrazione del CD Manuel María Ponce: Complete Guitar Sonatas, in uscita per Stradivarius, e fino al 2022 ha portato avanti la sua attività concertistica da solista, in formazioni da camera e in collaborazione con formazioni orchestrali.

    30,00 
  • La Repubblica italiana dei poeti.

    “Che cosa bisogna aver letto, per potersi considerare esperti di poesia contemporanea? […]

    La poesia contemporanea è un campo minato vastissimo. Il poeta si certifica da sé, nel momento in cui si propone, e non avendo più modo di arginare le pubblicazioni e, quindi, di selezionare preventivamente la qualità di un’opera, almeno a un livello minimo, parrebbe impossibile delimitare l’oggetto di indagine. […] Viviamo nell’epoca in cui, accanto a un eventuale esperto, l’ultimo arrivato potrà sempre permettersi di dissentire. Tutto è opinabile. L’autorevolezza è, democraticamente, evaporata.”

    18,00 
  • TLC

    vorrei proiettarti sulla parete bianca
    vederti in realtà aumentata,
    ma resti off-screen, come t’immagino.
    occhio appagato sì ma resta l’ellissi tattile, uditiva.
    neanche la tua voce è tua in un messaggio vocale
    pure registrata con quell’app dolby sound
    per una risoluzione lossless hi-fi premium stile.
    da audiofilo le cuffie over-ear;
    a ogni videochat allargo lo schermo.
    cercando l’uno a uno sembra di averti qui mento

    12,00 
  • Non la fine, né il fine

    Per lontani, lontanissimi, giri,
    il tempo parla con parole remote,
    di stagione in stagione, nei richiami alti dei migratori,
    nelle foglie tremanti,
    nei fiumi che hanno sillabe montuose,
    nel mare che le ha verdi, azzurre, bianche
    e tutto torna, come sa tornare,
    tutto dilegua, come deve fare,
    sperperarsi e serbarsi,
    di passione in passione, nella sua nostalgia,
    nel caso che trasceglie
    o che, forse, è l’amore inconoscibile,
    immenso che determina e riunisce il dolore alla gioia,
    la meraviglia al dubbio, con oscuri portenti:
    la rondine tornata sempre al solito nido,
    la magia della brina,
    i nomi sulla fede d’oro persa che il mare custodiva
    perché qualcuno la ritrovasse
    e ritrovasse l’emozione, il pianto.

    15,00 
  • Chi ha ucciso Raffaello

    All’interno del volume, logorato dal tempo e dall’uso, insieme al foglio con la misteriosa frase c’era una lettera di Margherita Luti, la Fornarina, grande amore dell’artista di Urbino.

    «Caro Raffaello, le cose non sono andate come avremmo voluto ma la verità è venuta a galla. E per questo, dopo lunghi mesi di lacrime e dolore mi sono fatta una ragione della tua tragica scomparsa, amore mio. La mia pena ha trovato conforto nella fede in Dio che alimenta la mia speranza di poterti incontrare un giorno al di là della vita. Ho riflettuto molto su quanto è accaduto e dopo aver meditato e pregato ho deciso di mettere nero su bianco, di raccontare come e perché sei morto. Il manoscritto l’ho nascosto sotto l’altare della Chiesa di Santa Apollonia».

    16,00