Altri libri

Cittadino Cane
Il folgorante ritorno di Giordano Meacci alla narrativa
Sei mesi un anno, ha detto il dottore. E io gli ho detto ma facciamo anche due: e ho riso. Ma il dottore non rideva. Ci può essere stato uno sbaglio, ho chiesto io. E lui: è la seconda volta che rifacciamo, nessuno sbaglio, mi dispiace. E mi ha guardato come se si aspettasse qualcosa di diverso da me. Ma io gli ho detto che sono ottimista, si sa. E alla fine gli ho dato la mano e ho sorriso: è stato più forte di me. “Se vuoi che gli altri ti ascoltino”, diceva mio padre, “sorridi sempre. Parecchi non si ricorderanno quello che gli dicevi. Ma che sorridevi, sì”.

Quanti (Truciolature, scie, onde, 1999-2019)
di Flavio Santi
Dai quanti di luce della prima, bellissima, sezione (intitolata Chiara) al tempo collettivo, sociale di Memorie dello schermo di vetro (ambiziosa e importante sezione centrale) per finire con gli inizi e i testi abbozzati dei “poemetti quantici” della sezione finale (Lapidario degli incipit), questa raccolta segna un ritorno significato di un poeta molto amato.
Quanti (truciolature, scie, onde, 1999-2019) di Flavio Santi
Formato: 148 x 148 mm
Numero di pagine: 106
Prezzo: 15,00
collana Poetica, diretta da N. Scaffai e G. Del Sarto

Una Storia Vera
Scritto alla fine del 2021, arriva un esordio molto atteso, di un autore che si rivela, sin dalle prime battute, maturo e capace di offrire pagine di quella letteratura che, come spesso è accaduto in passato, senza volerlo si accende di potenti significati legati alla nostra cronaca.
Un po’ di settimane dopo quel fatto, il fratello di mio nonno, che viveva a Washington, entra in un cinematografo. Quando esce scrive una lettera a Giovanni il falegname, che pure era parente suo: tutto preoccupato gli scrive che ha visto un Combat Film, che ha riconosciuto il paese, il campanile, che se n’è venuto giù il campanile, bombardato dai tedeschi, ha visto che per fortuna gli americani hanno vinto e ci hanno liberato, ma pure che tutto il paese era scassato. Siete vivi? State bene? Fatemi avere vostre notizie, che Dio vi conservi.
*
NICOLA FENINNO (Ponte San Pietro, 1987) è direttore editoriale di «CTRL Magazine», rivista e casa editrice che ha pubblicato i libri Stiamo scomparendo (2018), Gli ultrauomini (2019), I dimezzati (2020) e Gli estinti (2021), reportage per parole e immagini dentro province, lingue e storie inesplorate. Questo è il suo primo libro.

L’ETTERE DAL DIETROMONDO
Scrive Federico Nobili nella postfazione a questo romanzo strabordante: “Avrei bisogno soltanto di un placebo, che non è un effetto, ma la sostanza fluida del- la nostra inconsistenza: this search for meaning is killing me, this search for meaning is killing me, this search for meaning is killing me. Se lo canti sembra quasi bello. Un ballo che ti sballa e invece è il motore che si sbiella, o forse un rito magico per dimenticare se stessi. Ci vorrebbe solo. Punto. Non lo so. Ma so almeno che è musica tutto quello che scrive Silvano.”

Gli analfabeti
Alessio Merola, il protagonista di questo libro, è un giovane educatore che suo malgrado possiede il potere di una forma straordinariamente accentuata di empatia. È infatti capace di provare su se stesso ciò che provano gli altri, nel bene e nel male: una qualità che gli adulti intorno a lui non sempre sono pronti a comprendere e ad accettare. Così, quello che può apparire come un dono straordinario, si rivela con il procedere della narrazione anche un peso dalle conseguenze insostenibili.
Con Gli analfabeti Rossella Milone ci regala una storia immersa in un’atmosfera a tratti magica, fatta di pagine memorabili e di sapienti epifanie; e, soprattutto, dà vita a un personaggio indimenticabile, destinato a trascendere le pagine di questa novella.
Rossella Milone, nata a Napoli nel 1979, ha pubblicato per Einaudi La memoria dei vivi (2008), Poche parole, moltissime cose (2013) e Cattiva (2018). Ha inoltre pubblicato Prendetevi cura delle bambine (Avagliano, 2007), Nella pancia, sulla schiena, tra le mani (Laterza, 2011) e Il silenzio del lottatore (minimum fax, 2015).

Il mito ritrovato. La poesia di Umberto Piersanti
di Ezio Settembri
Un libro che mancava, per studioso o anche solo appassionati.
La monografia più completa sull’opera poetica di Umberto Piersanti, dal primo libro di versi La breve stagione (1967), all’ultimo, uscito a novembre 2020 per La nave di Teseo, Campi d’ostinato amore.

Babajaga
di gusci vivi.
Sono suoi la betulla
d’argento, i cani affamati,
un gatto magro e
digrignato.
GAIA GIOVAGNOLI (RIMINI, 1992) è scrittrice e cartomante.
Ha pubblicato il romanzo Cos’hai nel sangue (Nottetempo, 2022 – vincitore del Premio Dante Arfelli; Finalista al Premio Fahrenheit Radio3, al Premio Berto e al Premio POP). Di recente ha pubblicato il suoi secondo romanzo, Chiedi se vive o se muore sempre per Nottetempo. In poesia ha esordito con Teratophobia (’roundmidnight edizioni, 2018).

La casa in fiamme
In uscita il 15 ottobre
Di casa in casa, di fuoco in fuoco. Tutto brucia, là fuori. Bruciano le immagini che detonano il Terrore, bruciano le carte da parati, bruciano i corpi, le carni sulla fiamma dell’intingolo, ma non da Stella. La sua casa è più di uno spazio libertino: è un rifugio nel quale il tempo si azzera e le sofferenze si leniscono; è un balsamo onirico, una luce nell’oscurità. Nella casa tutto è possibile: il piacere, la carne, il corpo sono oggetto di transazioni continue, per una folla discreta e incessante di clienti, ai quali le ragazze si concedono notte dopo notte, mambo dopo mambo. Le notti, nella casa, si misurano col metro astronomico: notti che durano come galassie. Il protagonista, un uomo senza nome, trova nella casa un nascondiglio dove poter esercitare il senso che più lo soddisfa: lo sguardo. Fino al prossimo incendio.
Dopo l’enigmatico esordio con Figlio fortunato, Fillippo Polenchi torna con un testo ancora più estremo, lucido e ipnotico come un sogno lynchiano.


