Altri libri

Di tutti e di nessuno. Per una poetica della specie?
La poesia ha a che fare con il modo in cui la nostra specie comprende l’ambiente, poiché ogni volta si compie un rito fos- sile, in cui la voce di un uomo entra nel corpo di un altro tramite la materia sonora cosciente che dà forma al dispiegarsi di scene ed eventi.
Un saggio su poesia e neuroscienze che ci porta a dire, con Cescon, che i testi poetici, basati sul ripetersi e finire delle forme e del ritmo, raccontano il nostro essere qui, inscritto nel suo divenire, una volta rivissuto nella mente dell’altro.

movimento e stasi
Genova 2001-2021: ecco la poesia che mancava sui fatti del G8. Massimo Palma ci regala versi potenti e difficili, scritti in precario equilibrio fra la cronaca bruciante e il tempo che ci divide da essa, facendoci intuire quale distanza sembra aver segnato la fine di una comunità possibile.
I feriti si confondono le urla
sono uguali dicono le voci nella testa
poi alcuni li ammanettano
tra le urla tutte uguali li trasferiscono dove è concesso di urlare di meno.

ENIGMA DEL METODO ERODOTO
Enigma del Metodo Erodoto: l’incubo della storia e la joie de vivre?
Il protagonista Fred Biondina chioserebbe enigmatico: ma questo non c’entra niente.

Qualcosa sulla terra
Una città che d’inverno si ammala e d’estate brucia, aggredita da incendi che scaturiscono dall’odio o dalla cecità collettiva, mentre animali ed esseri umani provano ad aiutarsi, oppure si fanno la guerra. Una notte le fiamme non attaccano, come spesso capita, i mucchi della spazzatura ma l’appartamento di Bianca, scaturite dalle candele che illuminano e riscaldano la sua solitudine.
Il nuovo libro di Davide Orecchio, Qualcosa sulla terra, in uscita il 3 dicembre.>
In prevendita scontato delle spese di spedizione.
A chi acquista il libro in prevendita, in omaggio: La vita vince ancora una volta di Rosa Matteucci

Sommerreise
In Sommerreise, la perizia formale si evolve in una forte consapevolezza dei propri mezzi, traducendosi in un viaggio a ritroso nel passato storico e biografico, in sostanza in un tentativo di recupero di senso. E se la “poesia è forma” allora Orso sceglie la strada dell’esattezza, per fissare esperienze e situazioni che, altrimenti, sarebbero destinate all’oblio. Esattezza che coinvolge i luoghi riattivandoli, vivificandone, attraverso una precisione “nomenclatoria” capillare, l’ineluttabile scomparsa, come avviene, principalmente ma non solo, nella quarta sezione, Quaderno di campagna.
Per questo in tutto il percorso della raccolta «pullulano pistilli e gemme, inesauste germinazioni», i risultati di un’onestà cercata nel contrasto con l’arbitrarietà linguistica.

Alla finestra. Sguardi, soglie e fratture tra pittura e cinema
La finestra è tra le immagini più suggestive di cui l’uomo dispone da sempre. Pur essendo un oggetto architettonico comune, tanto semplice quanto quotidiano, non si contano le volte in cui sia stata posta a soggetto di una qualche fantasia o intuizione creativa, ispirando anche solo parzialmente opere pittoriche, cinematografiche o riflessioni sulla condizione umana.
Un appassionato ed eclettico viaggio
nelle periferie visive
di alcuni capolavori della pittura e del cinema.
Una strana galleria di opere,
in cui la finestra,
attraverso il corpo e lo sguardo,
schiude la via
alla nostra soggettività più intima.

Doveri di una costruzione
Una raccolta potente e corrosiva, che parla delle esistenze e degli spettri di questo tempo storico. Ogni poesia di questo libro, come insegna una linea decisiva della nostra tradizione, è un evento che fissa la realtà e, dentro di essa, la precarietà del soggetto che prende parola.
Stringe un telecomando fluorescente
stasera lo dà lui il flow, lo show: circuiti eccitati, saette,
brulicame radio, costellazioni, tutti presenti
ma trascesi indiavolati, corpi offerti o fetali, ispirati,
fumi bizzarri come parrucche, teste e teste
sulle frequenze che manomette
tutti svuotati in purissimo moto, lui che li porta
a un livello ulteriore… chiudono,
hanno chiuso. Lo scettro gli sfuma
in un telecomando orlato di gomma.
Scuote la testa con meno veemenza.
Si nega alle ammiratrici che ha in testa.
Fissa sui ripiani le conserve di nonna.

Notturno formale
è troppo tardi per tornare a casa.
obliterare
vestiti per gioco come segnalibri
rimandare il momento in cui ti spegni.
mi toglierò il ghiaccio dai capelli,
ti dirò che il corpo non significa niente.
Fotografie di Nerina Toci


