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  • Non la fine, né il fine

    Per lontani, lontanissimi, giri,
    il tempo parla con parole remote,
    di stagione in stagione, nei richiami alti dei migratori,
    nelle foglie tremanti,
    nei fiumi che hanno sillabe montuose,
    nel mare che le ha verdi, azzurre, bianche
    e tutto torna, come sa tornare,
    tutto dilegua, come deve fare,
    sperperarsi e serbarsi,
    di passione in passione, nella sua nostalgia,
    nel caso che trasceglie
    o che, forse, è l’amore inconoscibile,
    immenso che determina e riunisce il dolore alla gioia,
    la meraviglia al dubbio, con oscuri portenti:
    la rondine tornata sempre al solito nido,
    la magia della brina,
    i nomi sulla fede d’oro persa che il mare custodiva
    perché qualcuno la ritrovasse
    e ritrovasse l’emozione, il pianto.

    15,00 €
  • Catechesi dell’abbandono

    Ho ritrovato tutte le donne dell’evangelista
    La straniera emarginata
    La prostituta additata
    La vedova povera e invisibile
    L’ammalata senza speranza di guarigione
    In questo nostro mondo antropofago e delirante
    Spietato con le minoranze dello sguardo misericordioso
    Un fine settimana d’inizio agosto

     

     

    13,00 €
  • I Naufraganti

    Una decade è un lasso di tempo insignificante nella storia umana. Allo stesso tempo è una fetta importante della vita dei singoli. E nell’epoca in cui viviamo, si costella di cambiamenti prima inimmaginabili. Tutto muta rapido, vorticoso, “usa e getta”. All’inizio del nuovo millennio la “parola” si presentava già largamente impoverita e depotenziata del suo carico di fuoco, sopraffatta dalla società dell’immagine, e perpetuata da manipoli di adepti coraggiosi quanto auto referenziali. Forse proprio per questo alle fine degli anni zero, una nuova generazione di poeti ha sentito l’urgenza di unirsi in lavori collettivi, dall’accento politico, in esperienze come Pro/Testo (Fara, 2009) e Calpestare l’oblio (Argo, 2010) che sono il terreno sul quale nasceva la nostra idea di un lavoro poetico a quattro mani – I Resistenti (d’If, 2012) – innescato da un’esigenza di parola e di affermazione, di afferrare l’esistente che andava svanendo e resistere, in un’Italia i cui fondamenti socio-culturali deragliavano, grazie soprattutto al ventennio berlusconiano, dove l’ignoranza ostentata dei nuovi arricchiti, il trash e il kitsch, saturavano l’immaginario collettivo. Poco più di dieci anni dopo, tutto è cambiato, le sirene sempre più allarmanti del cambiamento climatico, l’esperienza del Covid19 e dei lockdown, la guerra incredibilmente vicina, geograficamente ma soprattutto nelle conseguenze economiche e politiche, il nascere di nuovi poteri finanziari che vanno oltre il capitalismo e oltre i governi e gli Stati, l’implosione finale delle ideologie, e l’esplosione dell’intelligenza artificiale, sempre più abile veicolo di generazione di prodotti culturali, ci proiettano in un nuovo status di naufraganti in una terra di mezzo tempestosa, dove diventa anche difficile condividere opinioni ed idee, intravedere approdi. […] Dalla prefazione di Luca Ariano e Carmine De Falco

    12,00 €
  • Prospettive

    Spesso chi si occupa di arti visive, chi ha fatto di questa forma la propria via di espressione nel mondo, sente, ad un certo punto, Il fascino della parola. Musica, pittura, scultura sono, si dice, linguaggi universali, che non necessitano di una vera traduzione, che non portano con loro quel tradimento che la parola, il logos, invece contiene. Eppure, sempre, come fosse un paradiso perduto, la parola chiama, convoca ogni artista al suo mistero. Anche Giuseppe Bartolozzi non è sfuggito a questo richiamo. Anzi, ha deciso di seguirlo in modo originale, offrendoci un testo composito e articolato, composto da scritture diverse (prosa, poesia, riflessioni e impressioni istantanee) e in continuo dialogo con la sua arte figurativa e con il tempo della vita, soprattutto se coniugato al futuro.

    Volume stampato grazie al contributo della Fondazione Giuseppe Bartolozzi e Clara Tesi, con cui la casa editrice collabora.

    10,00 €
  • Basi

     

    Paola Di Gennaro è nata a Napoli, dove insegna letteratura inglese. Ha vissuto a Londra, Tokyo e Parigi, e ha pubblicato studi critici di letteratura inglese e comparata. Del 2010 è la sua prima raccolta di poesie in inglese, Destiny Please. Nel 2016 ha collaborato al Laboratorio di poesia del Premio Napoli nel centro penitenziario di Secondigliano. Ancora storia (finalista Premio Nuovi Argomenti 2021) è del 2017.

    15,00 €
  • Agnello a tracolla

     

    . confine

    alle tue mura, qui a confine, o città

     

    sulla linea rossa, oltre, ah! mi spingo

    avanzo, nel mio nome, è già, la sorte,

    – l’eroe della scopa – ah, mi deridono,

     

    sei maschera o cane via la maschera!

    … parole che cercan, chi è sì, l’altro

    davanti, a noi, indentro, allo sguardo

     

    per – amarlo tacerlo – finché ’l cuore

    cede, al dì che deve, a lasciar campo

    al grano, come madre ’l figlio a terra

     

    che nuvola va e pioggia ritorna … …

    16,00 €
  • Scatola cranica

    Chi conosce l’autore di questo libro può farsi finalmente l’idea giusta sul suo conto e di rimbalzo sul proprio conto. Decidendo magari di riattraversare a conti fatti la lettura dei suoi volumi precedenti e postumi nondimanco.
    Chi lo incontra qui per la prima volta, invece, è invitato a basculare  tra  la struttura scheletrica di una scatola cranica e la mente vulvare di 4 anni che la abita, essendone però a sua volta abitata.

     

    15,00 €
  • Ordine del sud

    Infine ho visto un autobus che le risucchiava

    verso una musica a volume esagerato,

    l’ho visto barcollare via, il fumo nero,

    la piccola sedeva sulle cosce della mamma,

    batteva a ritmo i palmi e sorrideva.

     

    Roberto Minardi (Ragusa, 1977) vive a Londra, dove si è trasferito nel 1999 – con permanenze più o meno lunghe in America Centrale. Ha pubblicato quattro libri di poesia: Note dallo sterno (Archilibri, 2007), Il bello del presente (Tapirulan, 2014), La città che c’entra (Zona, 2015) e Concerto per l’inizio del secolo (Arcipelago Itaca, 2020).

     

    15,00 €
  • Un giorno di festa

    Se la casa è vuota ho un po’ di paura,
    ma quando arrivano gli altri
    è un terrore diverso
    e una gioia essere qui, farmi piccolo
    per lasciarvi più spazio.
    Mi piace una vita spesa così,
    in compagnia, con voi sempre di fronte
    e io che vi mostro con quanta fatica
    divento ogni giorno una persona migliore.
    Per soddisfare un vostro capriccio
    sono diventato una sedia,
    un martello per battere il muro:
    un oggetto qualunque, e sto bene con voi.

     

    Il poeta affronta temi come la perdita, la morte, l’infanzia, il sogno e la memoria con uno stile che mescola descrizioni dettagliate e concrete a improvvisi slanci visionari, in un continuo dialogo tra l’esteriorità e l’interiorità. Le immagini crude, quasi fotografiche, si alternano a momenti di riflessione esistenziale, creando una tensione costante tra la realtà tangibile e la sua trasfigurazione poetica. L’attenzione all’uso della parola, mai superflua, e il controllo rigoroso del ritmo e del tono rendono questa raccolta un esempio di alto artigianato poetico.

    L’autore ci invita a uno sguardo disincantato, ma non privo di compassione, verso il mondo; i testi si sviluppano come un’esplorazione etologica delle relazioni umane e animali, dove ogni figura e ogni gesto sembra nascondere una verità più profonda e dolorosa, ma allo stesso tempo necessaria. In questo, la poesia si fa non solo espressione di un’esperienza soggettiva, ma anche una forma di sorveglianza critica e lucida sulla coscienza collettiva.

     

    12,00 €
  • Piove sul bugnato. Il riso e il serio

    Non c’è nulla (oggetto, evento, testo, sentimento) che in linea di principio non possa contenere l’ingrediente, sulfureo e oscillante, capace di attrarre lo sguardo di Alessandra, propiziarne la sua segreta elaborazione ed eventualmente la restituzione che vorrà regalarcene. Prende il mondo in parola, ma poi della parola coglie i lati cangianti, volta per volta ingannevoli o ridicoli o struggenti; quando mondo è diventata la parola stessa allora capita che Alessandra al mondo la rimetta. Quando è il caso, proprio in forma di rimetta. Grazie a lei di tanta grazia.  (Stefano Bartezzaghi)

     

    Alessandra Celano

    irpina trapiantata tardivamente a Roma, insegnante a tempo pieno, architetto a tempo perso, cultrice politeista di giochi con le parole, poesia à contrainte, endecasillabi, sonetti, riversa i suoi componimenti nel blog Piove sul bugnato. Alcuni sono stati pubblicati in Vibrisse, blog di Giulio Mozzi, e in Lessico e Nuvole, rubrica del supplemento Il Venerdì di Repubblica. Ha curato con Giulio Mozzi, per Vibrisse, i giochi poetici Lodi del corpo maschile e Le cose che ci sono in casa. Sul settimanale Pagina 99 ha tenuto una rubrica di giochi, con Antonella Sbrilli, tra il 2015 e il 2016. È una dei sette autori dell’antologia di poesia giocosa curata da Stefano Bartezzaghi Biancaneve e i settenari (Bompiani, 2022).

    12,00 €
  • Saprò dire il tuo nome

    «Ci stringiamo

    tra ossa rotte

    dentro un buio d’ottobre

    dentro una domenica

    di pace

    di un sole giovane

    in cui mi parli

    in cui mi ascolti

    in cui capiamo

    l’inganno raccontato

    che per essere amore

    si deve solo patire.»

     

    Massimiliano Coccia appartiene alla schiera dei poeti nati e vissuti dentro luoghi e linguaggi diversi, lontano dalla nicchia accademica, invisibile per quanto dominante.
    È un poeta vero, assetato, e questo suo libro, Saprò dire il tuo nome, si legge con una consapevolezza che diviene testo dopo testo marmorea: di poeti simili ne ha bisogno il nostro panorama, di voci libere, sincere.

    In copertina: L’homme pressé di Andrea Bozzo

    10,00 €
  • Silenzio assenzio

    Le greguerías tappariane non solo sono coerenti con la definizione del loro inventore, Ramón Gómez de la Serna, quali brevi componimenti aforistici nati da uno scontro casuale tra il pensiero e la realtà, ma rimodellano lo sguardo stesso sulla realtà, liberandolo da ogni pensiero dogmatico e ogni pregiudizio.

    Se “La chiosa è il luogo di culto / di chi vuol avere sempre / l’ultima parola”, Tappari ci insegna qui ad amare il dubbio, l’equilibrio instabile del senso; e il suo giocare ci libera dalla tirannia del Tempo.

     

     

    12,00 €