Visualizzazione di 1-12 di 109 risultati
-
15,00 €Paesaggio di fronte – Daniele Orso
Vegliamo di sera, vegliamo al mattino. Da piccoli segni, ai nostri occhi indizi, cerchiamo di prevedere le nostre vicende. Consultiamo oroscopi, compulsiamo annali. Vorremmo sapere se e come dobbiamo morire. I singoli così come la specie. Alla sera si esce a passeggiare, stando ben attenti, sui marciapiedi meno illuminati, a evitare ogni ombra o sagoma, potendo ogni ombra o sagoma celare una deiezione animale, una cacca di cane.
-
IN OFFERTA!

Ricordarsi di lei – di Luciano Cecchinel
[…]
E ora penso che sentivi
tutto di te, di quell’oscuro,
che presto così accesa
avresti dovuto – e con tanto
inutile aloe – spirare.15,00 €13,50 € -
16,00 €Lungo l’Arno
Il grande giorno è arrivato. E’ una serena giornata di Maggio. I preti di tutto il circondario si sono trovati, accompagnati dai chierici, coi paramenti in perfetto ordine davanti alla chiesa. Parecchia gente si è raccolta per la straordinaria occasione e tra qualche preghiera e quattro chiacchiere inganna l’attesa. Il piccolo Gaspero sgambetta felice insieme ai chierichetti più grandi con la sua cotta bianca con le trine. I capelli che Sara gli ha imposto cortissimi, spiccano in mezzo a tutti gli altri. E’ magro, ma non di una magrezza malata, un’energia vitale formidabile emana da quel piccolo corpo pieno di vita.
-
12,00 €La felicità va di fretta. Figuranti da marciapiedi
Sì, siamo gente da marciapiede,
nati per accidente:
una foglia o un fiore caduti,
una macchia d’acqua,
un rifiuto gettato là,
un fazzoletto, uno scontrino…
o, come nel mio caso,
la carta di una caramella.
-
10,00 €Gli indifferenziati
Ciò che rimane di una civiltà sono i suoi resti e i suoi rifiuti, che parlano ai posteri e raccontano tutto. Parlano dei desideri, degli usi e dei costumi, delle qualità e delle debolezze, delle paure e delle perversioni, dei buoni sentimenti e delle passioni degli uomini e delle donne che li hanno prodotti, usati e poi dismessi. Pompei docet. E come le rovine e i resti di Pompei ci hanno parlato e svelato i segreti più reconditi della civiltà romana, così ci parlano i nostri cari, indifferenziati tragicommedianti. La differenza è che la civiltà di cui ci parlano queste cose-rovine-rifiuti non è estinta.
-
10,00 €Fiato
Fiato
Adesso non c’è luogo dove andare,
non c’è ragione per rimanere:
il tuo fiato
si fa il ghiaccio
su cui cado.
Ho stretto i pugni per trattenere odori,
ho chiuso gli occhi ai frammenti di sonno:
ma è sempre al freddo
del tuo fiato
che io cado.
Ritorni come spugna rilasciata
sputi i semi lontano e stringi i polsi:
il ghiaccio dove cado
è soffiato
dal tuo fiato.
-
7,00 €Tre confessioni
Facciamo un gioco. Fingiamo di aver convocato tre grandi amatissimi scrittori a recitare se stessi, davanti a un pubblico. I tre sono Fernando Pessoa, Raymond Carver e Robert Louis Stevenson e il gioco prevede che abbiano delle cose da dirci. O meglio, da confessarci.
È probabile sia cominciata così, da un’idea giocosa, il progetto che nel corso di alcuni anni ha visto Fernando Pessoa, Raymond Carver e Robert Louis Stevenson esibirsi nelle parti loro assegnate da Marzia Maestri e Alessandro Agostinelli, autori dei copioni degli spettacoli, oltreché registi e impresari.
[dall’introduzione di Athos Bigongiali]
-
13,00 €Trilogia della morte
Polvere… Polvere… È tutta la sera che non facciamo altro che sollevare polvere… E quando si posa ogni scusa è buona per ricominciare… Perché non ci piace… La polvere sul comodino, sul televisore… Sul taccuino… Sulla macchina… Passi lo straccio ma resta sullo straccio, passi il dito ma rimane sul dito… La scopi fuori dalla porta la sera ma la mattina la vedi comparire… Dalla luce che filtra dalla finestra… Pronta a posarsi di nuovo… Il tempo passa… E più se ne posa… Più ne sollevi e più se ne posa… Fino a quando sollevarla diventa una tale fatica che ti copre tutto… Ti trascini per la vita aspettando che venga un po’ di pace… (pausa) Guarda l’amianto, invece… Se lo respiri ti entra nei polmoni… Non lo senti… È silenzioso, leggero… Come una nuvola bianca in un cielo blu… Può starsene lì… Sospeso… Per trenta o quarant’anni… Quando si posa lo fa solo una volta… Ed è quella buona.
-
12,00 €Il latte dello Stato
Mosiewicz costruisce un universo linguistico in cui convivono tecnicismi economici, mitologie civili, scenari post-apocalittici, parabole morali e improvvisi lampi di intimità. È un mondo in cui il desiderio di comprensione diviene gesto lirico, e in cui la poesia si misura con gli strumenti – spesso opachi, talvolta implacabili – dello Stato, della tecnica, del mercato. Il “latte” del titolo, insieme nutrimento e veleno, origine e potere, assurge a metafora della condizione contemporanea: ciò che ci forma è anche ciò che ci espone, ciò che ci sostiene è ciò che ci vincola.
Opera di rigorosa costruzione ritmica e di notevole ambizione teorica, Il latte dello Stato propone una poesia che non rifugge il mondo ma lo assume nella sua complessità, osservando l’epica diffusa del presente e reinventandone i codici. Nel frammento, Mosiewicz rintraccia non la dispersione ma la possibilità di una nuova visione.
Edoardo Mosiewicz (Milano, 1994) ha studiato filologia latina medievale, pubblicando le sue ricerche su E Codicibus e Filologia mediolatina (SISMEL). È autore del libro di poesia La somma dei sensi (Italic Pequod, 2019) e suoi testi sono apparsi su Poesia (Crocetti, 2024) e Inverso. Attualmente gestisce un’azienda agricola.
-
16,00 €Canali del nulla
Attraversando i nodi cruciali della fenomenologia della morte in letteratura, il saggio penetra nelle scritture di Sbarbaro, Bontempelli, Rosso di San Secondo, Pozzi e D’Annunzio. Le pone in dialogo con la filosofia di Blanchot e Cioran, con le pagine di Kafka e Baudelaire, per mettere a fuoco alcuni tra i luoghi verbali-mortali più significativi del secolo.
-
IN OFFERTA!

Testamento
La raccolta attraversa il linguaggio della città, il ritmo delle metropolitane e delle autostrade, l’eco della musica e delle arti visive (Basquiat, Joyce, Campo), fino a trasformarsi in un archivio intimo e collettivo, in cui l’io si dissolve nell’eredità di chi resta e nel dialogo con i morti. L’ultimo testamento diventa così un testo continuamente aperto, provvisorio, destinato a essere trovato, tradito, riscritto.
Opera radicale, Testamento, capace di fondere tradizione e sperimentazione, lirismo e documento, autobiografia e critica culturale. È un libro che chiede di essere letto come atto di resistenza e di affidamento: un’eredità che non smette di interrogare chi la riceve.
Adele Bardazzi (Firenze, 1991) vive a Utrecht, dove insegna Letteratura italiana e comparata all’Università. Ha pubblicato la raccolta I nomi di Emanuele (Arcipelago Itaca, 2023). Suoi testi sono apparsi in riviste e antologie («Nuovi Argomenti», «Formavera», «Inverso», St Anne’s Review, Poeti nati negli anni ’80 e ’90 a cura di Giulia Martini, Sesto repertorio di poesia italiana contemporanea). Ha tradotto OBIT di Victoria Chang (Interno Poesia, 2024) e alcune poesie di Cristina Campo (The High Window, 2021).
12,00 €11,00 € -
12,00 €Ricreazioni. Poesie visive e volanti
Poi a morsi lente e spente
le luci del sipario
grilli mirtilli e menta
formiche del rosario
a luna di candela
a battito di ali
attesero la cena…Solo due foglie morte
furono puntuali.

La vita vince ancora una volta
Equinozio
Tre confessioni
Gli indifferenziati
Ricordarsi di lei - di Luciano Cecchinel 