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  • Le chitarre del Pedrollo

    Le chitarre del Pedrollo svolge il proprio tema attraverso un mosaico di materiali diversi: interviste, saggi, gallerie e testimonianze che ripercorrono i trentacinque anni di docenza di Stefano Grondona, instancabile promotore della collezione e della ricerca organologica.

     

    Stefano Grondona (Genova, 1958), allievo di Sergio Notaro, Oscar Ghiglia, Julian Bream e Andrés Segovia, si è affermato come vincitore dei più prestigiosi concorsi internazionali. Segovia, in una intervista del 1985, lo menzionò come uno dei suoi quattro allievi più significativi, insieme a John Williams, Oscar Ghiglia e Alirio Díaz. Da trentacinque anni è titolare di cattedra presso il Conservatorio Arrigo Pedrollo di Vicenza.

    Dimitri Milleri (Bibbiena, 1995) è musicista e scrittore. Ha studiato chitarra sotto la guida
    di Alfonso Borghese e Stefano Grondona, diplomandosi presso il Conservatorio di Vicenza
    e perfezionandosi frequentando le masterclass di Laura Mondiello a Ponte in Valtellina. Ha collaborato alla registrazione del CD Manuel María Ponce: Complete Guitar Sonatas, in uscita per Stradivarius, e fino al 2022 ha portato avanti la sua attività concertistica da solista, in formazioni da camera e in collaborazione con formazioni orchestrali.

    30,00 
  • La Repubblica italiana dei poeti.

    “Che cosa bisogna aver letto, per potersi considerare esperti di poesia contemporanea? […]

    La poesia contemporanea è un campo minato vastissimo. Il poeta si certifica da sé, nel momento in cui si propone, e non avendo più modo di arginare le pubblicazioni e, quindi, di selezionare preventivamente la qualità di un’opera, almeno a un livello minimo, parrebbe impossibile delimitare l’oggetto di indagine. […] Viviamo nell’epoca in cui, accanto a un eventuale esperto, l’ultimo arrivato potrà sempre permettersi di dissentire. Tutto è opinabile. L’autorevolezza è, democraticamente, evaporata.”

    18,00 
  • TLC

    vorrei proiettarti sulla parete bianca
    vederti in realtà aumentata,
    ma resti off-screen, come t’immagino.
    occhio appagato sì ma resta l’ellissi tattile, uditiva.
    neanche la tua voce è tua in un messaggio vocale
    pure registrata con quell’app dolby sound
    per una risoluzione lossless hi-fi premium stile.
    da audiofilo le cuffie over-ear;
    a ogni videochat allargo lo schermo.
    cercando l’uno a uno sembra di averti qui mento

    12,00 
  • Non la fine, né il fine

    Per lontani, lontanissimi, giri,
    il tempo parla con parole remote,
    di stagione in stagione, nei richiami alti dei migratori,
    nelle foglie tremanti,
    nei fiumi che hanno sillabe montuose,
    nel mare che le ha verdi, azzurre, bianche
    e tutto torna, come sa tornare,
    tutto dilegua, come deve fare,
    sperperarsi e serbarsi,
    di passione in passione, nella sua nostalgia,
    nel caso che trasceglie
    o che, forse, è l’amore inconoscibile,
    immenso che determina e riunisce il dolore alla gioia,
    la meraviglia al dubbio, con oscuri portenti:
    la rondine tornata sempre al solito nido,
    la magia della brina,
    i nomi sulla fede d’oro persa che il mare custodiva
    perché qualcuno la ritrovasse
    e ritrovasse l’emozione, il pianto.

    15,00 
  • Chi ha ucciso Raffaello

    All’interno del volume, logorato dal tempo e dall’uso, insieme al foglio con la misteriosa frase c’era una lettera di Margherita Luti, la Fornarina, grande amore dell’artista di Urbino.

    «Caro Raffaello, le cose non sono andate come avremmo voluto ma la verità è venuta a galla. E per questo, dopo lunghi mesi di lacrime e dolore mi sono fatta una ragione della tua tragica scomparsa, amore mio. La mia pena ha trovato conforto nella fede in Dio che alimenta la mia speranza di poterti incontrare un giorno al di là della vita. Ho riflettuto molto su quanto è accaduto e dopo aver meditato e pregato ho deciso di mettere nero su bianco, di raccontare come e perché sei morto. Il manoscritto l’ho nascosto sotto l’altare della Chiesa di Santa Apollonia».

    16,00 
  • Buchi Neri

    Rumori di rastrello che gratta tra foglie secche e terra, il cigolio della porta della rimessa per gli attrezzi, l’acqua che scende dal rubinetto nell’annaffiatoio di plastica e lo riempie, una volta, due volte, tre volte. Poi la voce di madre che parla con la vicina.

    «Non dovrebbe piantarle così attaccate alla rete».

    «L’ho fatto per avere del verde in mezzo alle due case. Le piace vedere la rete?»

     

    Alessandra Sarchi (Reggio Emilia 1971) ha esordito nel 2008 con i racconti Segni sottili e clandestini (Diabasis editore). Ha pubblicato con Einaudi i romanzi: Violazione (2012) L’amore normale(2014), La notte ha la mia voce (2017) e Il dono di Antonia (2020); del 2022 sono i racconti Via da qui(Minimum Fax), per Bompiani è uscito Il ritorno è lontano (2024).

    È autrice de La felicità delle immagini il peso delle parole. Cinque esercizi di lettura di Moravia, Volponi, Pasolini, Calvino, Celati (Bompiani 2019) e del podcast Vive! Storie di eroine che si ribellano al loro tragico destino, interpretato insieme a Federica Fracassi, divenuto poi un libro pubblicato nel 2023 da Harper Collins.

    10,00 
  • Catechesi dell’abbandono

    Ho ritrovato tutte le donne dell’evangelista
    La straniera emarginata
    La prostituta additata
    La vedova povera e invisibile
    L’ammalata senza speranza di guarigione
    In questo nostro mondo antropofago e delirante
    Spietato con le minoranze dello sguardo misericordioso
    Un fine settimana d’inizio agosto

     

     

    13,00 
  • La foresta in cammino. Saggi, letture, recensioni (2004-2021)

    Il presente libro è una raccolta di riflessioni critiche scritte in un arco di
    tempo ampio. Dalla prima su I viali di Del Sarto all’ultima sull’opera dei sei
    poeti siciliani sono trascorsi diciassette anni. Molte di esse sono state rielaborate e a volte hanno trovato diverse collocazioni, tra cui riviste, litblog di cui si riportano luogo e cronologia in fondo a ogni articolo e che qui si ringraziano pubblicamente. In Appendice sono presentate delle Postille ai testi che completano un lavoro iniziato tempo fa, in parte confluito nella pubblicazione di Postille (tempi, luoghi e modi del contatto) (L’arcolaio, Forlimpopoli 2017).

    18,00 
  • I Naufraganti

    Una decade è un lasso di tempo insignificante nella storia umana. Allo stesso tempo è una fetta importante della vita dei singoli. E nell’epoca in cui viviamo, si costella di cambiamenti prima inimmaginabili. Tutto muta rapido, vorticoso, “usa e getta”. All’inizio del nuovo millennio la “parola” si presentava già largamente impoverita e depotenziata del suo carico di fuoco, sopraffatta dalla società dell’immagine, e perpetuata da manipoli di adepti coraggiosi quanto auto referenziali. Forse proprio per questo alle fine degli anni zero, una nuova generazione di poeti ha sentito l’urgenza di unirsi in lavori collettivi, dall’accento politico, in esperienze come Pro/Testo (Fara, 2009) e Calpestare l’oblio (Argo, 2010) che sono il terreno sul quale nasceva la nostra idea di un lavoro poetico a quattro mani – I Resistenti (d’If, 2012) – innescato da un’esigenza di parola e di affermazione, di afferrare l’esistente che andava svanendo e resistere, in un’Italia i cui fondamenti socio-culturali deragliavano, grazie soprattutto al ventennio berlusconiano, dove l’ignoranza ostentata dei nuovi arricchiti, il trash e il kitsch, saturavano l’immaginario collettivo. Poco più di dieci anni dopo, tutto è cambiato, le sirene sempre più allarmanti del cambiamento climatico, l’esperienza del Covid19 e dei lockdown, la guerra incredibilmente vicina, geograficamente ma soprattutto nelle conseguenze economiche e politiche, il nascere di nuovi poteri finanziari che vanno oltre il capitalismo e oltre i governi e gli Stati, l’implosione finale delle ideologie, e l’esplosione dell’intelligenza artificiale, sempre più abile veicolo di generazione di prodotti culturali, ci proiettano in un nuovo status di naufraganti in una terra di mezzo tempestosa, dove diventa anche difficile condividere opinioni ed idee, intravedere approdi. […] Dalla prefazione di Luca Ariano e Carmine De Falco

    12,00 
  • Prospettive

    Spesso chi si occupa di arti visive, chi ha fatto di questa forma la propria via di espressione nel mondo, sente, ad un certo punto, Il fascino della parola. Musica, pittura, scultura sono, si dice, linguaggi universali, che non necessitano di una vera traduzione, che non portano con loro quel tradimento che la parola, il logos, invece contiene. Eppure, sempre, come fosse un paradiso perduto, la parola chiama, convoca ogni artista al suo mistero. Anche Giuseppe Bartolozzi non è sfuggito a questo richiamo. Anzi, ha deciso di seguirlo in modo originale, offrendoci un testo composito e articolato, composto da scritture diverse (prosa, poesia, riflessioni e impressioni istantanee) e in continuo dialogo con la sua arte figurativa e con il tempo della vita, soprattutto se coniugato al futuro.

    Volume stampato grazie al contributo della Fondazione Giuseppe Bartolozzi e Clara Tesi, con cui la casa editrice collabora.

    10,00 
  • Ali di mollica di pane

    «Sono una Foglia caduta dal ramo» rispose l’altra con tono gramo.
    «Perdona quest’accalappiamento, ma è tutta colpa del vento» disse la Foglia con dolcezza dando la colpa alla brezza che la spinse in alto e in girotondo fin sopra al Fiume furibondo.

    «Affari tuoi Foglia: io vado sempre dalla stessa parte» fece il Fiume spingendola in disparte. «Io ti posso accompagnare soltanto fino al mare.».

     

    18,00 
  • Basi

     

    Paola Di Gennaro è nata a Napoli, dove insegna letteratura inglese. Ha vissuto a Londra, Tokyo e Parigi, e ha pubblicato studi critici di letteratura inglese e comparata. Del 2010 è la sua prima raccolta di poesie in inglese, Destiny Please. Nel 2016 ha collaborato al Laboratorio di poesia del Premio Napoli nel centro penitenziario di Secondigliano. Ancora storia (finalista Premio Nuovi Argomenti 2021) è del 2017.

    15,00