Description
Facendo propria la lezione di poetica della fotografa statunitense, la raccolta d’esordio di Beatrice Seligardi funziona come una Wunderkammer che è anche un po’ una camera oscura: in tre sezioni che giocano con le forme dell’erasure, della prosa lirica e del poemetto narrativo multilingue, prende corpo un universo popolato da donne scomparse o presunte tali, da altre che provano a inseguire o fuggire dagli eventi, talvolta trasparenti come fotogrammi o immerse nel bianco delle lacune testuali, ma sempre disposte in un attrito verso il reale detto sottovoce
Beatrice Seligardi (1986) vive tra Bologna e Sassari, dove insegna Letterature comparate all’università. Si occupa di letteratura e cultura visuale e ha scritto, fra gli altri, su Francesca Woodman, A.S. Byatt, Sophie Calle, Agnès Varda. Il suo ultimo libro è il saggio Lightfossil. Sentimento del tempo in fotografia e letteratura (Postmedia Books, 2020).

Doveri di una costruzione
Equinozio
Il mito ritrovato. La poesia di Umberto Piersanti
Non c’è niente da inventare ma solo da scoprire mescolando
Quanti (Truciolature, scie, onde, 1999-2019) 








