Il cuore ti parla una lingua sconosciuta,
ti dice cose che non vuoi capire:
hai le corde intrecciate contro il suono,
gli occhi abbassati che graffiano la terra.
E questo è un orologio che si scarica,
che cerca il silenzio del passato,
ma ancora il ticchettio ti buca il sangue,
diventa l’ago d’elettrocardiogramma.
La mia voce ti taglia come lama,
gocci lacrime che non sapevi avere:
io posso solo offrirmi di parole
come colla per tutte queste crepe.

