Scivolo adesso tra i buchi di suono,
pentagramma tarmato tra le dita,
lacrime-grandine hanno fatto questo,
la pioggia acida di ogni tua parola.
Dormi sul sasso che è adesso il tuo cuore,
convinci gli occhi ad essere ciechi.
Abbassa il volume, sia il silenzio:
in alto mare, solo la barca-corpo cassa d’eco.
Reggi il mio sguardo, coltello che gira in senso orario
prendi la pagina che ti sto allungando,
unisci i buchi di suono tra di loro:
netto il profilo di ciò che non è stato.

